Sapelli: siamo spacciati, a Roma nasce il governo Macron

30 Agosto 2019 – Un governo fragile destinato a durare 6 mesi? Macché. Il Conte-bis durerà fino all’elezione del prossimo presidente della Repubblica. «E Mattarella potrebbe fare il bis», dice il professor Giulio Sapelli, storico dell’economia, intervistato da Federico Ferraù per il “Sussidiario”. Occorre andare in Africa per capire l’orrendo inciucio tra 5 Stelle e Pd, che in realtà è un governo Macron, sostiene Sapelli: nel continente nero la Francia vuole “prendersi tutto” e può contare sull’aiuto (retribuito) delle nostre “compagnie di ventura”, che stavolta permetteranno a Parigi di “finire il lavoro”. «Di fatto, comincia – anzi, riprende – la svendita dell’Italia al capitalismo franco-tedesco», proprio alla vigilia del rinnovo dei vertici delle partecipate italiane, dall’Inps all’Enel, da Leonardo all’Eni. «Il nuovo governo si va formando a tempo di record proprio per questo» afferma Sapelli, che racconta: «Pochi giorni fa ho avuto occasione di vedere il Pireo. È pieno di cinesi coperti d’oro. I greci fanno ormai solo i camerieri, gli autisti e i suonatori. Huawei è dappertutto». Il nostro destino è questo? «Sì, il nostro destino è quello che Einaudi aveva indicato all’inizio del 900: la divisione ricardiana del lavoro affida all’Italia l’agricoltura e il turismo. Oggi ci resterà solo quest’ultimo».

L’accenno al “ricardismo” richiama “l’economia del granturco” teorizzata dall’inglese David Ricardo e ripresa oggi – in modo paradossale – dall’economia “neoclassica” che ci domina, attraverso l’oligarchia Ue. Tesi: per poter investire, devi prima risparmiare. Era vero nell’800, oggi fa ridere (da quando c’è la moneta “fiat”, illimitata e a costo zero). Ma è il punto cardinale dell’austerity artificiale imposta da Bruxelles, cui ora l’Italia “giallorossa” sembra pronta a piegarsi in modo sconcertante. Dal canto suo, Sapelli è esplicito: «In Italia si insedia il governo Macron. Del resto lo ha annunciato trionfalmente “Repubblica” nel bel mezzo della crisi di governo, il 21 agosto, con una prima pagina memorabile perché scandalosa: “Con l’estrema destra non funziona mai”. Chiediamoci se una cosa del genere può succedere su “Le Monde”». E che dire del tweet di Trump che benedice Conte? «Qualcuno gli ha chiesto di farlo», risponde Sapelli, che precisa: «Intendo: lo ha chiesto al Dipartimento di Stato. Alcuni amici mi hanno detto che la diplomazia americana non ne sapeva nulla». Sarebbe gravissimo, osserva Ferraù. «Non è da meno il G7 di Biarritz», rincara la dose Sapelli. «Si è mai visto un ministro iraniano (Mohammad Javad Zarif) che arriva di soppiatto? La Francia è sempre stata una potenza di mediazione. Certo sono cambiate le modalità».

Nel XVIII secolo, riassume il professor Sapelli, la Francia se n’è andata dall’America del Nord perché non ha potuto frenare gli inglesi, limitandosi ad appoggiare gli insorti. Da allora, dice, si è ritirata in Africa. «Ed è all’Africa che bisogna guardare per capire cosa sta succedendo in Europa». Il 7 luglio a Niamey, in Niger, è stato firmato l’accordo di libero scambio (Afcta) tra gli Stati africani. Che cosa comporta? «È la creazione di un mercato comune africano, e l’unica potenza europea egemone in grado di approfittarne è la Francia». Parigi, spiega Sapelli, «intende dominare il Mediterraneo». Concretamente, «vuol dire impossessarsi delle rotte energetiche e di quelle logistiche». Attenzione: è un controllo «che la Francia dividerà con la Cina». Secondo Sapelli, a essersi realizzato è il vecchio disegno del nazionalista Sun Yat-sen, fondatore del Kuomintang, pre-maoista. «Sun Yat-sen era affiliato alla massoneria francese. Sognava una vocazione occidentale della Cina: un disegno che Mao ha soltanto interrotto». E il Conte-bis? «Il nuovo governo Conte, a benedizione francese, si spiega con il fatto che Parigi deve assolutamente governare l’Italia se vuole realizzare il suo progetto espansionistico. Si tratta di un governo a vocazione geopolitica eterodiretta da parte francese».

A questo proposito, Ferraù fa giustamente notare il ruolo di Sandro Gozi: alla vigilia della crisi di governo, l’esponente renziano del Pd è diventato consulente di Macron per gli affari europei. «Un arruolamento volontario, che risponde evidentemente a questo compito». E cioè: tradire l’Italia, a favore della Francia. Quindi chi comanda, adesso, a Roma? «Le nuove compagnie di ventura, i parenti odierni degli Sforza, che si vendevano a tutti». Il Movimento 5 Stelle? «E’ la compagnia di ventura più organica, più malleabile e per questo più funzionale agli obiettivi altrui». Quanto durerà, il Governo del Tradimento? «Sono due gli obiettivi che determineranno la sua durata», risponde Sapelli. «Il primo è l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Perché non un Mattarella-bis? L’altro obiettivo è la trasformazione dell’Italia in una piattaforma logistica per l’entrata della Francia in Africa e la svendita di ciò che resta del nostro apparato industriale a Francia, Germania e Cina». E gli Stati Uniti acconsentono? «Gli americani un po’ non capiscono, un po’ sono divisi», sostiene Sapelli. «Trump è sotto scacco per lo stesso motivo di Salvini, per avere aperto alla Russia. In più sono divisi tra la componente Bush-clintoniana, ispirata dal globalismo finanziario esasperato, e quella del gruppo che sostiene Trump».

L’Italia ha chiuso, quindi? Siamo finiti, come paese? «L’unica speranza sono le piccole e medie imprese, però devono capire quello che sta accadendo», dice Sapelli. «Soprattutto devono capire che non possono esistere da sole, anche se da sole hanno fatto miracoli». Bisogna che le piccole imprese italiane «si impegnino per salvare un segmento delle grandi imprese e per cambiare la politica economica europea». Una rappresentanza politica ce l’hanno già: è la Lega. «Non hanno ancora afferrato, però, che in questa guerra non si fanno prigionieri». Il Nord, cioè il bacino elettorale di Salvini, produce l’80% del nostro Pil. Impossibile sperare in una proiezione nazionale? «L’Italia avrebbe dovuto fare come Polonia, Bulgaria, Ungheria», dice ancora Sapelli: «Ognuno di questi paesi ha superato le divisioni politiche interne e ha trattato con l’Europa da paese unito. Noi invece abbiamo mancato tutti gli appuntamenti che potevano aiutarci in questa direzione, dal contrasto al terrorismo alla stagflazione. E abbiamo fallito perché l’Italia continua ad essere un paese di compagnie di ventura».

Se i 5 Stelle suscitano raccapriccio per il loro scandaloso voltafaccia, come definire il Pd? «Un insieme di cacicchi l’un contro l’altro armati, con una compagnia di ventura egemone, quella di Renzi». Altri pericoli in vista: «M5S e Pd vanno assimilandosi, perché anche nel Pd la base sociale e quella territoriale si vanno estinguendo», ragiona Sapelli. «Zingaretti, invece di sostenere il nuovo governo, avrebbe potuto dedicarsi a una rifondazione territoriale. Non lo farà: e questo sarà la fine, del Pd e sua». Resta solo la Lega, a quanto pare, a tifare Italia. «L’unica speranza è che oltre alle piccole medie imprese intercetti e rappresenti la borghesia nazionale. Il problema della Lega – aggiunge Sapelli – è che non ha un pensiero politico», almeno per ora. Ma la lettura dello scempio in corso resta incompleta, se non si considera l’azione del Papa: «Il Vaticano ha svolto un ruolo fondamentale, che andrà approfondito», precisa Sapelli. «Abbiamo assistito a un ritorno della religione in politica, dissimulato da preoccupazioni sociali e teologiche. Il mio caro vecchio Péguy si rivolta nella tomba», aggiunge il professore, riferendosi allo scrittore francese Charles Péguy, cattolico ma inviso all’alto clero per la sua opposizione all’ingerenza ecclesiastica nell’attività politica. Per Sapelli, nel concorrere alla caduta di Salvini, Bergoglio ha commesso un azzardo: «La Chiesa deve stare attenta – chiosa il professore – perché l’adesione alla società dei diritti potrebbe esserle fatale».

Fonte: Articolo de “Libre”

L’Iva sugli assorbenti lo conferma: le mestruazioni in Italia sono un lusso. Come i neuroni di qualche politico

15 Novembre 2019 – Quante volte mentre eravamo in vacanza all’estero e abbiamo attraversato la strada con il semaforo lampeggiante o siamo saliti su un taxi che un inglese aveva adocchiato prima di noi siamo stati apostrofati come abitanti del Paese di “Cosa Nostra”? E quante volte ci siamo offesi a morte pensando al pregiudizio che vuole l’Italia patria di “spaghetti, mandolino e mafia”? In realtà anche se nel Belpaese mafia, ‘ndrangheta, camorra e Sacra corona unita dovessero scomparire nel nulla con effetto retroattivo come i Beatles nel film Yesterday, forse dovremmo rassegnarci a continuare a essere bollati nello stesso modo; perché se non saremo più il Paese di “Cosa Nostra”, potremo rimanere comunque il Paese delle “Nostre Cose”.

Eh si, perché mentre in Germania il governo ha deciso di ridurre l’Iva sugli assorbenti igienici dal 19 al 7%, mentre in Francia la tassa è al 5,5%, in Gran Bretagna al 5%, in Scozia gli assorbenti vengono distribuiti gratuitamente nelle scuole e in Irlanda l’imposta di valore aggiunto sugli stessi è stata proprio abolita del tutto, in Italia la VI commissione Finanze della Camera ha dapprima bocciato l’emendamento che proponeva di abbassare l’Iva sugli assorbenti dal 22% al 10%, lo ha successivamente riammesso e ora vedremo come andrà a finire. Come se avere le mestruazioni fosse un lusso al quale si può rinunciare, come se gli assorbenti fossero un bene paragonabile a un Rolex, una bottiglia di Amarone, un’elegante berlina.

Magari qualche esponente politico non toccato direttamente dalle “nostre cose” non lo sa, ma dal menarca alla menopausa – ovvero per circa 40 anni della nostra esistenza – ogni mese per 4/5 giorni o anche più ci capitano appunto quelle cose che si chiamano “mestruazioni” e siamo obbligate a comprare gli assorbenti, a cambiarci in media quattro volte al giorno per un totale di circa 520 cicli mestruali e un consumo di 12mila assorbenti.

Se pensiamo che i volantini e i manifesti per le campagne elettorali sono tassati al 4%, la prima cosa che ci viene in mente è un’astensione di massa alle prossime elezioni e la seconda è un sit in in “quei giorni” senza assorbente sugli scranni di Montecitorio per ritinteggiare le poltrone sbiadite e ravvivare il caratteristico rosso bordeaux. Se pensiamo che il tartufo, gli oggetti di antiquariato e i francobolli da collezione sono tassati al 10% la prima cosa che ci viene in mente è che i neuroni sono un lusso che alcuni politici non possono proprio permettersi, la seconda cosa è meglio che non la scriviamo.

Possibile che per questo governo e anche per quello precedente ridurre l’Iva sugli assorbenti sia una manovra così onerosa da non riuscire a trovare i soldi per coprirla? Non è che c’è qualche altro motivo? Ebbene sì, pare che la preoccupazione sia di natura “ecologica”, pare che i 21 milioni di donne italiane quando hanno le mestruazioni inquinino.

Sì, avete capito bene. Lo scorso maggio, l’allora capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera Francesco D’Uva dichiarò in diretta tv: ”noi siamo anche per l’ambiente, non siamo a favore degli assorbenti usa e getta. Ci sono delle possibilità non inquinanti come le coppette mestruali e i pannolini lavabili”. Purtroppo la trasmissione in questione non era Scherzi a Parte ma Omnibus, e gira la voce che alla parola “pannolini lavabili” l’olandesina dello spot del detersivo dei tempi del Carosello si sia suicidata buttandosi dalla mongolfiera.

L’unica cosa che ci auguriamo è che la moglie di Francesco D’Uva al rientro a casa del marito dopo una lunga giornata di lavoro gli abbia servito una “coppetta” di Martini con una bella dose di lassativo. Tanto gli alcolici e le medicine sono tassate solo al 10%.

Fonte: Articolo de “Il Fatto Quotidiano”

Donald Trump, la conversazione con Farage: “Anche l’Italia starebbe meglio senza l’Ue”

L’intervento improvviso del presidente Usa negli affari della politica italiana arriva durante il programma radiofonico condotto dal leader del Brexit Party britannico: “In Europa governano persone con le quali è molto difficile negoziare, mentre con me sarebbe tutto più facile”

1 Novembre 2019 – “Anche altri Paesi, l’Italia e altri, starebbero molto meglio senza l’Ue, francamente. Ma se vogliono l’unione, bene”. L’intervento improvviso di Donald Trump negli affari della politica italiana arriva in una conversazione avuta giovedì sera con Nigel Farage durante il programma radiofonico condotto dal leader del Brexit Party britannico su Lbc. Il presidente Usa, che ha deplorato che Londra sia ancora “trattenuta nell’Unione Europea”, ha poi rispolverato l’ipotesi di una Italexit, citando en passant anche la nostra Penisola tra i Paesi che “starebbe molto meglio” fuori dell’Ue.

È la prima volta in assoluto che Trump ipotizza l’uscita dell’Italia non solo dall’euro ma dall’Unione europea, di cui è uno degli stati fondatori. E arriva proprio nel momento in cui il premier Giuseppe Conte e il nuovo governo giallorosso stanno cercando di mantenere un dialogo più serrato e collaborativo con Bruxelles, per puntare a ottenere di più sia sul dossier della manovra economica sia sul fronte della politica sui migranti.

Per Trump, il fatto che Londra sia ancora nell’Ue impedisce di iniziare a trattare quello che per il tycoon sarebbe una grande accordo commerciale tra Stati Uniti e Gran Bretagna. “Siete bloccati dalla Ue – afferma il presidente Usa – come lo sono altri Paesi. Anche l’Italia e altri Paesi – aggiunge il presidente americano – starebbero molto meglio senza l’Unione europea. Ma se questi Paesi vogliono rimanere nella Ue, va bene”. “Ma sappiate – conclude il suo ragionamento Trump – che in Europa governano persone con le quali è molto difficile negoziare, mentre con me sarebbe tutto più facile: faremmo subito un grande accordo commerciale”.

Il tema di una possibile Italexit non è mai stato nell’agenda dei colloqui tra Washington e Roma, men che meno negli ultimi faccia a faccia che il presidente americano ha avuto in più di un’occasione con il presidente del consiglio Conte e all’inizio del mese con il presidente della repubblica Sergio Mattarella, ricevuto alla Casa Bianca. Lo stesso dicasi dei colloqui avuti tra il ministro degli esteri Luigi Di Maio e Mike Pompeo in occasione della recente visita del segretario di stato americano in Italia.

Il cambio di residenza
Per ora chi si trasferisce quindi non è l’Italia, ma lo stesso Trump. Il tycoon tradisce la sua New York e cambia residenza: non più la Trump Tower sulla Fifth Avenue di Manhattan ma Palm Beach, in Florida, dove possiede la dimora di Mar-a-Lago. Sarà questa la sua residenza primaria e fiscale. È lo stesso presidente Usa a confermare tutto su Twitter: “Pago ogni anno milioni di dollari di tasse alla città e allo stato di New York per essere trattato molto male“. Trump scrive anche che spera di restare altri 5 anni a 1600 Pennsylvania Avenue, l’indirizzo della Casa Bianca.

Fonte: Articolo de “Il Fatto Quotidiano”

Casapound manifesta in piazza Saffi per una palazzina col pericolo amianto

Forlì, 29 Giugno 2019 – Casapound ha manifestato in piazza Saffi a Forlì per l’amianto. “Il tetto in cemento-amianto della palazzina di via Bufalini 34 a Forlì – si legge nel comunicato – è danneggiato da diversi anni e può creare problemi alla salute dei cittadini. Le fibre di amianto che si sprigionano dall’eternit rovinato del tetto, possono cadere ovunque nei paraggi di quell’edificio, in una zona densamente abitata e molto frequentata, posta tra i Musei San Domenico e la scuola elementare Diego Fabbri. Il nostro primo esposto (aprile 2017) è stato archiviato e tutte le nostre successive segnalazioni all’Ausl, Vigili del Fuoco, ex Amministrazione Comunale, all’ex sindaco Drei sono caduti nel vuoto. Ora ci appelliamo al nuovo sindaco Gian Luca Zattini affinchè intervenga con urgenza“.

Fonte: Articolo de “4Live”

Manifestazione del 28 Giugno 2019 organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Comunicato ufficiale della manifestazione del 28 Giugno 2019 organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Apologia e qualificazione del presidio di venerdì 28 giugno 2019

Forlì, 25 Giugno 2019

Alla cortese attenzione di

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Oggetto: Manifestazione per la rimozione del pericoloso tetto in cemento-amianto sito in via Maurizio Bufalini 34.

Gentili destinatari,

Con la presente vi comunichiamo  che venerdì 28 giugno 2019, alle ore 18:30, terremo un presidio nel comune di Forlì, in Piazza Saffi. Questa manifestazione è organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii di cui Jacopo Conficconi è il referente territoriale e portavoce, e vedrà la presenza di altri cittadini che in forma libera parteciperanno all’evento. Ci saranno anche esponenti del movimento politico CasaPound Italia e della collegata associazione giovanile Blocco Studentesco.

Da tali organizzazioni, che ho contattato precedentemente illustrandogli il problema in oggetto, ho richiesto ed ottenuto supporto logistico e organizzativo. La stessa richiesta l’ho effettuata anche ad altri partiti e movimenti politici nel corso di diversi anni, senza però ottenere alcun tipo di riscontro pratico e concreto, ad eccezione del Movimento 5 Stelle.

Tengo a precisare che durante tutto il corso dell’evento non verranno comunque esposti simboli riconducibili a partiti politici. Quindi questa manifestazione non sarà in alcun modo riconducibile a nessuna organizzazione politica.

All’evento saranno comunque benvenuti tutti i cittadini, di qualunque partito ed ideologia. Il presidio ha l’ambizione di coinvolgere i forlivesi in virtù dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana, che legifera la pari dignità sociale ed eguaglianza dinnanzi alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Per questo motivo gli inviti alla partecipazione dello stesso saranno spediti a tutti gli schieramenti politici, senza distinzione alcuna. A titolo cautelativo invito le forze di pubblica sicurezza a presenziare alla manifestazione, per poter garantire la sicurezza e l’incolumità fisica di tutti i presenti, nonché il diritto alla libertà di manifestazione senza alcun tipo di impedimento o provocazione da parte di elementi esterni.

Scopo unico del presidio è quello di richiedere al neo sindaco Gian Luca Zattini, e a tutta la giunta comunale, un pronto intervento al riguardo della pericolosa situazione in corso in Via M. Bufalini, dove un tetto in cemento-amianto versa in stato di cattiva conservazione, e persino con evidenti segni di rottura ed usura. Una situazione di pericolo per la salute pubblica dei residenti e di chi, nella zona, lavora o trascorre diverso tempo.

I principi ispiratori dell’evento sono rappresentati dal concetto di giusnaturalismo di John Locke (29/08/1632- 8/10/1704), Ugo Crozio (10/04/1583- 28/08/1645) e Alberico Gentili (14/01/1552- 19/06/1608).  Lo scopo del presidio sarà quello di rammentare al nuovo sindaco l’importanza del “contratto sociale”, e l’impegno del sovrano a tutela del Diritto alla Vita, diritto che la presenza del tetto in cemento-amianto sta pericolosamente attentando e contravvenendo (ultimo elemento riferito al Contratto Sociale). Utile ricordare come il predecessore del sindaco Zattini, tale Davide Drei, abbia palesemente violato questo “Contratto Sociale” mettendo a repentaglio il Diritto alla Vita dei suoi concittadini. A ragion veduta è dovere dei cittadini, in virtù dei fondamenti giusnaturalisti, resistere al giogo dell’arbitrarietà dei potenti (Diritto alla Ribellione) e all’indifferenza verso la res publica perpetrata dalla precedente giunta comunale, e dagli organi preposti al controllo.

Il cemento-amianto è un materiale brevettato e scoperto in un paese straniero rispetto alla patria italica, quindi l’impegno del presidio è anche quello di ricordare ai nostri concittadini il fondamento dell’articolo 52 della Costituzione della Repubblica Italiana Comma I “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Lo ricorderemo manifestando ed esponendo pubblicamente un’unica bandiera, quella della Patria Nostra: il Tricolore Italico. Rammento a tale scopo l’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

Ricordo infine come il presidio da me organizzato non intende in alcun modo istigare, indurre o esortare l’attuazione di condotte vietate dalla legge vigente. Io sottoscritto Jacopo Conficconi non mi assumo nessuna responsabilità per privati o pubblici cittadini, qualora dovessero commettere partecipando all’evento comportamenti impropri ed illegali per le leggi vigenti. (articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana comma I “La responsabilità penale è personale”).

Jacopo Conficconi Responsabile Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Comunicato non ufficiale della manifestazione del 28 Giugno 2019 organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Apologia e qualificazione del presidio di venerdì 28 giugno 2019

Io sottoscritto Jacopo Conficconi nato a Bologna il 13/12/1988 residente e domiciliato a Forlì dichiaro quanto segue:

“Il giorno 28 giugno 2019 alle ore 18:30 si terrà un presidio in Piazza Saffi nel Comune di Forlì. Il presidio sarà organizzato da me medesimo e vedrà quasi certamente la presenza di cittadini che in forma libera parteciperanno al suddetto evento. Ci saranno anche esponenti del gruppo politico appartenente a Casa Pound, e dell’associazione studentesca italiana di ispirazione neofascista denominata Blocco Studentesco che da me contattati precedentemente all’evento sottoscritto mi hanno aiutato nella logistica e nell’organizzazione del suddetto presidio. Tengo a rimarcare come costoro (dopo accordi preventivi presi da me medesimo in forma orale in contesto privato) abbiano acconsentito a partecipare all’evento senza per il futuro dell’evento esplicitare in alcun modo in pubblico alcun simbolo del disciolto partito fascista o – all’emanazione della Legge n. 1024 del 13 luglio 1939- XVII (Gazzetta Ufficiale del 27 luglio 1939), Norme integrative del Regio decreto-legge 17 novembre 1938-XVI, n.1728, sulla difesa della razza italiana – che possa ricondurre a discriminazioni razziali o in qualche maniera provocare turbamento in altri cittadini che per ragioni dovute alla professione, al caso, o alla necessità transitassero o si dovessero accidentalmente trovare nei pressi del presidio. Tengo inoltre inequivocabilmente a rimarcare come costoro (sempre dopo accordi preventivi presi da me medesimo in forma orale in contesto privato) abbiano acconsentito a non esporre bandiere, simboli (tatuaggi compresi) di alcun tipo che possano ricondurre la propria appartenenza ad un qualsiasi gruppo od ideologia di matrice neofascista. Per di più è da considerare come violazione del “contratto sociale” tra le nostre stesse parti qualunque manifestazione espressa anche in forma verbale che inneggi al disciolto partito fascista e che altresì mostri attraverso la mimica del corpo umano taluni simboli riconducibili al disciolto partito fascista.

Inoltre tendo a rimarcare come all’evento possano partecipare in qualità di fruitori, qualsiasi cittadino di un qualunque partito ed ideologia anche immancabilmente differente a livello ideologico da quella di Casa Pound e dell’associazione studentesca italiana denominata Blocco Studentesco. L’evento in sé è un presidio aperto a tutti i cittadini in virtù dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana che legifera la pari dignità sociale ed eguaglianza dinnanzi alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Per l’appunto gli inviti alla partecipazione saranno mandati a tutti gli schieramenti politici anche a quelli dell’estrema sinistra. Onde evitare scontri o l’infiltrazione di elementi facinorosi o anarco- insurrezionalisti appartenenti alla ben nota frangia dei Black Block invito le forze di pubblica sicurezza a prestare la massima attenzione e a poter garantire la sicurezza e l’incolumità fisica di tutti i presenti all’evento; nonché l’immediato allontanamento ed identificazione di qualunque individuo manifesti o inneggi a comportamenti di natura criminosa violando le ultime normative legiferate in merito al Decreto Sicurezza Legge n. 53 del 14 giungo 2019 in materia di ordine e sicurezza pubblica.

Delineo ora lo spirito ed i principi ispiratori del presidio che si terrà.

I principi ispiratori dell’evento sono rappresentati dal concetto di giusnaturalismo di John Locke (29/08/1632- 8/10/1704), Ugo Crozio (10/04/1583- 28/08/1645) e Alberico Gentili (14/01/1552- 19/06/1608).  Lo scopo del presidio sarà quello di rammentare all’attuale sovrano in carica nel Comune di Forlì in qualità di sindaco tale Gian Luca Zattini l’importanza del “contratto sociale” e l’impegno del sovrano a tutela del Diritto alla Vita che la presenza di un tetto provvisto in cemento-amianto sito in Forlì in via Maurizio Bufalini n.34 al momento attuale sta pericolosamente attentando e contravvenendo (ultimo elemento riferito al Contratto Sociale). Si rammenterà anche come il predecessore del sindaco Zattini tale Davide Drei abbia palesemente violato questo “Contratto Sociale” mettendo a repentaglio il Diritto alla Vita dei suoi concittadini. A ragion veduta è nostro dovere di cittadini in virtù dei fondamenti giusnaturalisti resistere (Diritto alla Ribellione) al giogo dell’arbitrarietà dei potenti e all’indifferenza verso la res publica che la precedente giunta comunale capitanata da Davide Drei e gli organi preposti al controllo hanno rappresentato e rappresentano. Siccome il cemento-amianto è un materiale brevettato e scoperto in un paese straniero rispetto alla patria italica; l’impegno del presidio è quello di ricordare ai nostri concittadini il fondamento dell’articolo 52 della Costituzione della Repubblica Italiana Comma I “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Ciò ritengo lo si potrà rammentare manifestando ed esponendo pubblicamente durante il presidio un’unica bandiera, quella della Patria Nostra: il Tricolore Italico. Rammento a tale scopo l’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

Ricordo infine come il presidio da me organizzato non intende in alcun modo istigare, indurre o esortare l’attuazione di condotte vietate dalla legge vigente. Io sottoscritto Jacopo Conficconi non mi assumo nessuna responsabilità per privati o pubblici cittadini che qualora dovessero commettere partecipando all’evento comportamenti impropri ed illegali alle leggi vigenti. Terminando ricordo a tutti i futuri presenti dell’evento suddetto l’articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana comma I “La responsabilità penale è personale”. “

Volantino della manifestazione

L’Ufficio Speciale antiamianto Forum Livii ringrazia i membri di Casa Pound e dell’associazione studentesca italiana denominata Blocco Studentesco per essersi fatti carico dell’onere finanziario dello striscione della manifestazione del 28 Giugno 2019 e della stampa di diverse centinaia di copie del volantino  come forma di solidarietà nella lotta contro il nemico straniero e terrorista del cemento-amianto.

Volantino di sensibilizzazione sul cemento-amianto in via Bufalini

Immagini della manifestazione

Questo video lo dedico a chi sostiene che l’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livi non ha diritto di scendere in piazza a manifestare pacificamente per la tutela del diritto alla vita e della salute anche insieme a Casa Pound e ai ragazzi di Blocco Studentesco.

I detrattori a ragion di ciò ritengono che il nostro messaggio non riesca a raggiungere l’obiettivo prefissato in quanto Casa Pound e Blocco Studentesco sono dei pericolosi fascisti-zeloti, che vanno fermati a qualunque costo.

Beh, per ora non sono ancora riusciti a fermare la libertà di manifestare.

Visto che Giulio Tremonti e Angelino Perrino non sono mai stati perseguitati o imputati per le loro ideologie socio-politico-economiche non comprendiamo ne condividiamo l’ostilità nei riguardi di chi manifesta per chiedere il diritto alla tutela della vita, della salute e della sicurezza della res publica.

Commento dal video da parte di il reporter indignato

Nella splendida dimora del Gran Palace Visconti, dal sapore mitteleuropeo, i giovani di Casapound hanno combinato un incontro singolare , quasi un seminario o un master, col prof. Tremonti, sulla grande disillusione europea. L’occasione è l’uscita dell’ultimo libro di Giulio Tremonti, Mundus Furiosius, un manuale di resistenza alla crisi . Presenziava al master il direttore di affari italiani, Angelo Perrino. Un mondo e una Europa dipinta a tasso zero, nel libro di Tremonti: che auspica il ritorno alla separazione tra attività bancaria e attività speculativa; “ È così che nel 1933 nasce il Glass-Steagall Act, basato sul principio di separazione della banca produttiva o essenziale, la banca che usa i risparmi raccolti solo per finanziare l’attività produttiva, e alla quale viene vietata l’attività speculativa. Principio che in seguito è stato disastrosamente abrogato prima, nel 1999, negli USA, poi, negli anni successivi, in Europa e nel resto del mondo”, scrive Tremonti. Molte le pagine dedicate a questo tema:”Anni fa il governatore della Banca d’Inghilterra (Mervyn King), in una conferenza organizzata dalla British Broad- casting Corporation (BBC), ha dichiarato: «Non costruiamo centrali nucleari vicino ad aree densamente popolate e quindi non dobbiamo consentire che l’attività essenziale di una banca e gli investimenti a rischio vengano condotti nella stessa banca “troppo grande per fallire”. La separazione è essenziale per rendere più sicura la nostra economia». E oggi, si aggiunge, per evitare che i rischi di esplosione che si verificano in una banca che è troppo grande per fallire siano pagati per salvarla dai risparmiatori o dai contribuenti, in un sistema che privatizza i profitti e che socializza le perdite speculative. Il rischio? “che si scatenino, forze che possono portare l’Europa a forme di tirannia nuovissime, anzi vecchissime, come fu per Weimar dopo il ’29. Oggi in Europa vedo una dissoluzione stile Bisanzio” Un altro tema caro a Tremonti è quello della immigrazione.” Stime attendibili indicano la presenza nell’Africa cosiddetta subsahariana di circa 200 milioni di persone disposte a prendere in considerazione l’ipotesi della migrazione.Un’ipotesi possibile, un’ipotesi di sviluppo nei Paesi di origine: «Aiutiamoli a casa loro». Ma è stata un’ipotesi che allora l’Europa ha miopemente rigettato, in nome del suo egoismo «fiscale».”Un libro pessimista: conclude Tremonti, “si è sempre detto: «Pecunia regina mundi». E certo mai come oggi la finanza è regina, ma regina che regna su di un reame che degenera indirizzandosi verso la sua autodistruzione. Oggi, proprio un tipo come Eliogabalo pare essere la figura più rappresentativa ed esponenziale della nuova e fluida specie dell’homo europaeus” . A lezione conclusa, i giovani allievi si sono accalcati intorno al docente tra i velluti soffusi dell’asbugico hotel che richiama un poco anche i salotti dei ritrovi della Belle epoque a Wiesbaden, prima della tragedia della grande guerra.

Amianto, seimila morti ogni anno per le patologie asbesto correlate

Le cifre contenute nel primo rapporto sui mesoteliomi redatto dall’Ona, l’Osservatorio Nazionale Amianto. 1500 i mesoteliomi, 3000 i casi di tumore polmonare, il resto patologie tumorali varie. L’Ona ha altresì suddiviso per settore lavorativo i casi segnalati: 15,2% nell’edilizia, 8,3% nell’industria metalmeccanica, il 7% nel tessile, un altro 7% nella cantieristica navale

16 Dicembre 2015 – Seimila persone ogni anno perdono la vita per l’insorgenza di patologie asbesto correlate (mesoteliomi, tumori polmonari, delle vie aeree, gastrointestinali e alle ovaie, asbestosi, placche pleuriche). Oltre 4500 mesoteliomi registrati dal gennaio 2009 al dicembre 2011. Nel 90% dei casi per gli uomini e nel 50% per le donne la patologia è di origine professionale. Seicentoventi casi, per esposizione professionali, registrati nel comparto Difesa (il 4,1% del totale); 63 nel settore della scuola.

Sono le cifre contenute nel primo rapporto sui mesoteliomi redatto dall’Ona, l’Osservatorio Nazionale Amianto. “Un costo umano inaccettabile per la sacralità della vita”, afferma il presidente Ezio Bonanni. Ripercussioni non solo sociali: il tutto provoca un costo altissimo in termini di spesa sanitaria e per prestazioni assistenziali e previdenziali.

Il mesotelioma è conseguenza, salvo rari casi, dell’esposizione all’amianto e in Italia, a vent’anni dalla legge che imponeva la bonifica dall’Eternit (257/1992), ci sono ancora più di 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto (di cui 34 di matrice compatta), distribuiti in più di 40mila siti e in oltre 1 milioni di micrositi che disperdono polveri e fibre. La frazione bonificata, in questa mare magnum di amianto, è pari solo a 500mila tonnellate.

“In Italia – denuncia l’Ona – tutte le politiche governative approcciano il problema amianto solo sotto il profilo indennitario, intervenendo quando la patologia è conclamata e costringendo le vittime ad una lunga trafila, talmente lunga che spesso il decesso precede il riconoscimento del diritto alla prestazione”.

Altro tema delicato: la latenza delle patologie asbesto correlate. La manifestazione può avvenire anche a 40-50 anni dalla prima esposizione, ed essendo l’amianto utilizzato tra gli anni Sessanta e Ottanta, il picco delle malattie è previsto a partire dal 2020, con andamento costante fino al 2030. L’Osservatorio ha censito tra il 1993 e il 2011 quasi 21mila casi. Colpa anche delle importazioni di amianto grezzo che sono proseguite dopo il 1992, anno della messa al bando del materiale, e fino ai tempi recenti. “Mancano poi – dice ancora Bonanni – strumenti di prevenzione primaria e sorveglianza sanitaria nei luoghi a rischio, che permetterebbero, probabilmente, di evitare il macabro conteggio delle vittime”.

Quanto ai 6000 decessi l’anno: 1500 i mesoteliomi, 3000 i casi di tumore polmonare, il resto patologie tumorali varie. L’Ona ha altresì suddiviso per settore lavorativo i casi segnalati: 15,2% nell’edilizia, 8,3% nell’industria metalmeccanica, il 7% nel tessile, un altro 7% nella cantieristica navale. Ma un dato che fa particolarmente allarmare sono i 63 casi registrati nel settore della scuola che “gettano una luce sinistra sull’intero comparto e grande preoccupazione per gli utenti”. L’Osservatorio, al fine di raccogliere i dati sull’impatto delle patologie asbesto correlate, ha costituito un Centro di controllo e il sito web Repacona (SAI – Servizi Ambientali Italia), con la possibilità per cittadini e istituzioni di effettuare segnalazioni anche in forma anonima. In parallelo prosegue l’attività del Dipartimento bonifica e decontaminazione dei siti ambientali e lavorativi, grazie al portale Ona – Il giornale sull’Amianto, che permette di segnalare la presenza di amianto sul territorio al fine di richiederne la bonifica.

Fonte: Articolo de “Il Fatto Quotidiano”

Amianto, dossier di Legambiente: “In Italia bonificato il 2% degli edifici. Lazio e Trentino non hanno piano di rimozione”

Nella Giornata mondiale delle vittime d’amianto, l’associazione pubblica l’ultimo aggiornamento del monitoraggio sullo smaltimento della fibra killer. A 26 anni dall’approvazione della legge che metteva al bando la fibra killer, sono 6.869 gli edifici bonificati su un totale di 370mila nei quali è stata ritrovata traccia dell’amianto. E in 9 Regioni il censimento non è ancora stato completato.

28 Aprile 2018 – Ventisei anni dopo l’approvazione della legge che prevedeva la rimozione dell’amianto dagli edifici, solo il 2% delle strutture è stato bonificato. E il dato è per difetto, visto che alcune Regioni non hanno nemmeno completato le attività di censimento. È la fotografia scattata dall’ultimo rapporto Liberi dall’amianto?, realizzato da Legambiente e presentato in occasione della Giornata mondiale delle vittime d’amianto, che si celebra oggi.

“Le procedure di bonifica e rimozione dall’amianto in Italia sono ancora in forte ritardo“, denuncia l’associazione ambientalista. E ci sono i numeri a dimostrarlo: sono 6.869 gli edifici pubblici e privati bonificati ad oggi, su un totale di 370mila nei quali ci sono tracce della fibra killer che l’Italia ha messo al bando nel 1992. Le strutture, all’interno delle quali ci sono quasi 58milioni di metri quadrati di coperture realizzate in eternit, sono in larga parte edifici privati (oltre 214mila) e coperture in cemento armato (quasi 66mila), ma anche 50.744 edifici pubblici risultano ancora a rischio.

A fare da contraltare alle lentezze nelle procedure di bonifica e smaltimento ci sono gli ultimi dati Inail che scattano una fotografia drammatica dei danni causati dall’amianto tra il 1993 e il 2012. Nei primi vent’anni successivi alla legge che chiudeva l’era dell’eternit, in Italia sono stati 21.463 i casi di mesotelioma maligno, che hanno provocato oltre 6mila morti all’anno. Tra i territori più colpiti la Lombardia (4.215 casi rilevati), Piemonte (3.560) e Liguria (2.314), seguiti da Emilia Romagna (2.016), Veneto (1.743) e Toscana (1.311). Al Sud, la situazione peggiore si registra in Sicilia (1.141) e Campania (1.139).
E una soluzione definitiva al problema sembra essere ancora lontana. Basti pensare che il Piano regionale per la rimozione di questo materiale, previsto dalla L.257/92, nel 2018 deve essere ancora approvato nel Lazio e nella Provincia Autonoma di Trento. Dovevano essere pubblicati, dice Legambiente, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge. E la situazione non è stata monitorata dal dossier in AbruzzoCalabria e Molise, che non hanno risposto all’associazione ambientalista. In Sicilia, denuncia ancora Legambiente, otto comuni su dieci si trovano senza Piano comunale, un passaggio essenziale per mappare il territorio e procedere alle bonifiche per contrastare le conseguenze dell’esposizione.

Inoltre, in 9 Regioni il censimento non è ancora stato completato. Solo Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Valle d’Aosta hanno completato integralmente la verifica della presenza di amianto in tutti gli edifici, mentre nelle Marche la copertura è totale solo per  le strutture pubbliche e le imprese. Ma, anche quando l’iter sarà completato e l’Italia inizierà davvero a dare seguito alle previsioni della legge approvata nel 1992, potrebbe presentarsi un nuovo problema: secondo Legambiente, non sono sufficienti gli impianti di smaltimento presenti e previsti sul territorio.

Le Regioni dotate di almeno un impianto specifico per l’amianto sono solo 8, per un totale di 18 strutture: in Sardegna e Piemonte ce ne sono 4, tre in Lombardia e due in Basilicata ed Emilia Romagna. Uno solo l’impianto esistente in Friuli Venezia GiuliaPuglia e nella Provincia Autonoma di Bolzano. E già oggi, nonostante sia stato smaltito appena il 2% dell’amianto censito, avverte Legambiente, gli impianti sono quasi pieni.

Fonte: Articolo de “Il Fatto Quotidiano”

Insomma, sulla Luna ci siamo stati o no?

8 Luglio 2019 – Insomma, ci siamo stati o no? Per quello che può interessare ai lettori de Il Fatto Quotidiano, la mia personale opinione è che no, sulla Luna non ci saremmo mai potuti andare con la tecnologia degli anni 60, tant’è vero che non riusciamo ad andarci neanche oggi. Ma naturalmente della mia opinione chissenefrega, e poi come è possibile che in mezzo secolo non sia mai venuta fuori la verità sulla conquista mai avvenuta del nostro satellite?

Per fortuna, esistono altri positivisti-scientisti oltre al sottoscritto, non inclini ad accettare qualsiasi cosa venga loro propinata dalla propaganda di turno, ma determinati a verificare le miriadi di supercazzole inventate dalla Nasa in 50 anni per compiacere i presidenti di turno. E’ il caso di Massimo Mazzucco – uno che di professione ha fatto il fotografo prima di diventare regista e di immagini se ne intende – e del suo incredibile documentario American Moon, oltre due ore di serena e plausibile confutazione della verità ufficiale sulla Luna.

Come molti sanno, la “teoria del complotto lunare” corrente vorrebbe il regista Stanley Kubrick coinvolto in prima persona dalla Nasa per simulare la conquista della Luna. Moltissimi gli indizi in merito, riportati anche in un altro incantevole documentario di Rodney AshnerRoom 237, del 2012. Un altro indizio sulla stretta connessione tra Kubrick e la Nasa è la costruzione da parte dell’Ente spaziale americano di un obiettivo fatto appositamente per il film di Kubrick Barry Lyndon. Perché la Nasa avrebbe speso ingenti fondi per studiare e realizzare un obiettivo tanto speciale per il regista? Perché non glielo fece neanche pagare? Un semplice omaggio all’autore di 2001 Odissea nello spazio (anno: 1968)?

Ma a tutto questo Mazzucco non accenna neanche. Di Kubrick nessuna traccia in American Moon. Invece, per tagliare le gambe a tutti i debunker sfata-tesi, il regista gioca d’anticipo, confutando dall’inizio e scientificamente tutte le loro critiche. Il principale debunker e avversario da sempre di Mazzucco è il solito Paolo Attivissimo, di nome e di fatto nel tentare di intorbidire le acque della vicenda lunare.

Ma naturalmente ci sono anche fior di fotografi professionisti, interpellati da Mazzucco sulle caratteristiche tecniche delle immagini “riportate” dalla Luna. Bene, nessuno tra Oliviero ToscaniToni ThorimbertAldo FallaiPeter Lindbergh e Nicola Pecorini riesce a spiegare la stranezza di tutte quelle immagini degli “allunaggi” se non con la loro realizzazione in uno studio fotografico. Per non parlare di uno degli argomenti principe della impossibilità di arrivare sulla Luna: l’attraversamento delle micidiali Fasce di Van Allen, in grado di “friggere” qualsiasi apparato radio (non parliamo dei corpi degli astronauti).

Non posso certo riportare qui tutte le incongruenze logiche, le strane dimissioni, le ammissioni a mezza bocca dei dirigenti Nasa presenti nel film, ma voglio ricordare che nel 1994 un altro regista, l’americano Bart Sibrel, tentò di fare giurare sulla Bibbia Neil ArmstrongBuzz Aldrin e Michael Collins di essere davvero stati sulla Luna. Nessuno di loro volle farlo.

Il documentario American Moon verrà proiettato il 15 luglio al Teatro Eliseo di Roma, esattamente cinque giorni prima del cinquantenario di quella che potrebbe essere ricordata come la più gigantesca fake news della storia.

Fonte: Articolo de “Il Fatto Quotidiano / Blog di Ivo Mej”

Intervista di Border Nights su Webradionetwork del 18 Gennaio 2018

Intervista di byoblu del 12 Luglio 2019

Kelly Smith scienziato della NASA, durante la presentazione di Orion, la nuova navicella USA afferma che debbono risolvere i problemi relativi alla schermatura delle radiazioni provenienti dalle Fasce di Van Allen prima di inviare le persone attraverso questa regione dello spazio.

Attilio Folliero (colui che ha postato il video di Kelly Smith in data 13 Settembre 2015) commentando il suddetto video ha dichiarato :

Rispondo a quelli che credono che l’uomo sia andato sulla Luna. Ma voi sapete quante sono state le missioni spaziali? A che altezza arrivano, ovvero a quanti km si allontanano dalla superficie della Terra? Documentatevi per favore quando esprimete le vostre opinioni sullo spazio, sugli animali lanciati nello spazio e tornati indietro. Nessuno dubita che l’uomo sia andato nello spazio, che ci siano uomini rimasti nello spazio per quasi 3 anni (il russo Padalka Gennadi Ivanovich è stato nello spazio per 878giorni) che gli animali siano tornati indietro, ecc… Il prossimo 15 novembre partirà la missione spaziale n. 316, la Soyuz MS-03. Ad oggi dunque 315 volte l’uomo e’ andato nello spazio, ossia ha raggiunto i 100 km di altezza rispetto alla superficie terrestre. Di queste missioni alcune sono fallite, hanno avuto incidenti, qualcuna anche dei morti (Soyuz T-10-1, Challanger , Columbia…). A parte le missioni Apollo 17, Apollo 16, Apollo 15, Apollo 14, Apollo 13, Apollo 12, Apollo 11, Apollo 10, Apollo 8, ossia le missioni che avrebbero portato l’uomo sulla luna o avrebbero circumnavigato la luna) e le missioni Gemini 11 e Gemini 10 (che gli statunitensi dicono di essere arrivate rispettivamente a 1.374 km e 763 km, ma in realtà sono arrivate solo a 279 km e 268 km rispettivamente) nessun’altra missione ha mai raggiunto i 600 km di altezza. A parte le fantomatiche missioni Apollo sopra citate solo 2 missioni hanno provato realmente a raggiungere i 600 km, non arrivandoci per gli effetti delle radiazioni che stavano subendo gli astronauti. La missione STS-95 (Discovery) del 29/10/1998 e’ arrivata a 561 km di altezza e la missione STS-125 (Atlantis) che e’ stata nello spazio fra l’11 ed il 28 maggio 2009 ed ha raggiunto l’altezza record di 578 km. A ben 400 km di distanza dall’inizio delle fasce di Van Allen a causa degli effetti delle radiazioni sugli astronauti entrambe le missioni sono dovute tornare indietro. Potete consultare nelle differenti enciclopedie astronautiche ed anche in Wikipedia tutte le missioni spaziali ed a parte le fantomatiche 9 missioni Apollo di cui sopra nessun’altra, ne’ prima ne’ dopo ha mai superato i 600 km di altezza. Anzi vi dirò di più il 90% delle missioni spaziali non supera i 300 km di altezza. La Luna sta a circa 400.000 km di distanza e almeno noi (l’umanità attuale) non è mai andato sulla Luna. Ciò non significa che non ci possa andare, ma al momento non ha la tecnologia per superare le fasce di Van Allen. Tra l’altro recentemente (2015) sono stati declassificati documenti di Van Allen (lo scopritore delle fasce di van Allen, dal quale prendono nome) che parla della impossibilità di attraversarle e suggerisce soluzioni economicamente impossibili. ne parlo nella terza parte del mio lavoro. La prima parte è qua: (in spagnolo) : http://umbvrei.blogspot.com/2014/10/el-hombre-nunca-fue-la-luna-y-nunca.html  

Ognuno faccia i ragionamenti che si sente di fare.

Film di Massimo Mazzucco

Tutti i film di Massimo Mazzucco sono liberamente condivisibili e scaricabili su youtube.

L’autore nonché regista stesso ne incentiva la diffusione in qualsiasi maniera.

Chiaramente qual ora qualcuno volesse anche possedere un originale in DVD l’autore si riversa la possibilità della vendita privata.

L’acquisto è un modo per sostenere ed apprezzare il lavoro svolto.

Per ragioni commerciali Mazzucco non ha ancora postato gratuitamente su Youtube il suo film American Moon, in attesa che venga pubblicato online vi mostriamo il trailer del film.

Una volta che American Moon sarà online rimuoveremo il trailer per inserire il film completo.

Puntata 314, PODCAST e PLAYLIST (Francesco Borgonovo, Daniele Cataldi 28-05-2019)

27 Maggio 2019 – Trentatreesima puntata stagionale per Border Nights – La notte ai confini in diretta dalle 22 su Web Radio Network e poi in podcast su Spreaker, YouTube, Spotify, Itunes. In apertura parleremo dei rischi legati all’amianto poi saranno con noi Francesco Borgonovo per raccontarci cosa si nasconde dietro il fenomeno femminista ed il ricercatore Daniele Cataldi con il quale torneremo a parlare di terremoti.

In partura di trasmissione sarà con noi Jacopo Conficconi, giovane attivista impegnato in Romagna per tutelare la popolazione dai rischi legati all’amianto. Insieme ad altri giovani ha combattuto la presenza di un tetto in eternit nei pressi di una scuola elementare ed ora ha dato vita al sito https://www.amiantoforli.it/

L’altra faccia del Femminismo: Francesco Borgonovo

Nella prima parte sarà con noi Francesco Borgonovo, vicedirettore del quotidiano La Verità ed autore de “L’era delle streghe – Cronache dalla guerra del sesso”.  “Intrappolati nell’era in cui oggetti e persone acquistano valore solo attraverso la distruzione dell’opposto, o, peggio, del complementare, eccoci giunti alla narrazione della grande madre. Le donne sono vittime di violenze intollerabili (tali solo se a commetterle sono connazionali)? Occorre distruggere il maschio, la sua funzione, il suo ruolo, la sua virilità. Poco importa che i numeri, che la cronaca ci fornisce, non supportino la soluzione individuata. Poco importa se le moderne eroine del #metoo tutto siano fuorché eroine. Tutto si può al fine di distruggere il complementare, il maschio, simbolo di violenza e sopraffazione (soprattutto se bianco e occidentale). […] Ma la risposta alla domanda “tutta questa guerra ha contribuito alla emancipazione, alla creazione di pari opportunità, alla “liberazione” delle donne?” fuoriesce impietosa da questo libro. La rivoluzione voluta dalle femministe che idolatravano i monologhi della vagina si è rivelata un colpo di stato a beneficio di poche elette, che poco condividono dei quotidiani affanni femminili”. Nel corso del colloquio non mancheranno riferimenti all’attualità.

Terremoti ed elettromagnetismo: Daniele Cataldi

Nella seconda parte torneremo a parlare di nuove ricerche legate allo studio dei terremoti insieme a Daniele Cataldi. Fondatore dell’LTPA Observer Project (2007), fondatore del Radio Emissions Project (2008-2009) (www.ltpaobserverproject.com), un progetto di ricerca scientifica, che si occupa dello studio e della ricerca sui fenomeni pre-sismici di origine elettromagnetica (SEPs), oltre che dello studio degli LTPA – Luminous Transient Phenomena in the Atmosphere, ovvero dei fenomeni luminosi transitori visibili nell’atmosfera terrestre. È, all’interno di tale progetto da lui fondato: responsabile del monitoraggio del sistema RDF – Radio Direction Finding, sviluppato del Radio Emissions Project, sia a livello nazionale che internazionale. È fondatore e sviluppatore della rete di monitoraggio mondiale del Radio Emissions Project (Radio Emissions Project Network). ​È Coordinatore e portavoce del gruppo di ricerca a livello nazionale ed internazionale. Autore unico e coautore di opere letterarie sui temi trattati dal gruppo di ricerca. Studioso del fenomeno U.F.O. e dei fenomeni L.T.P.A. (sottoprogetti di ricerca: IR-Project e VISUAL Project), appassionato e studiosi di entomologia e delle tematiche di carattere scientifico. Astrofilo, e Radioamatore nella banda dei 27 MHz. Escursionista, appassionato e ricercatore nel campo dell’archeologia misteriosa, megalitismo e documentarista. Studioso della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), studioso e ricercatore nel campo della coscienza e della simulazione mentale.

Le rubriche di Border Nights

Nel corso della puntata la  rubrica di Federica Francesconi  “Sulle ali di Hermes”. La puntata sarà arricchita dalla ruota libera conPaolo Franceschetti,  La Campana dello zio Tom, con Tom Bosco, Astri&Fatti con Germana Accorsi,  lo spazio autore delle Edizioni Il Punto d’Incontro ed il Balloon Menù con Martina Valsesia. Torneranno anche la scheda del Maestro di Dietrologia, la biblioteca di Barbara Marchand e Manuele Baciarelli con l’ennearamma biologico.

Playlist:

Nale – Panorama

Francesco De Gregori – La donna cannone

Seven 24, Soty & Jama – Hope (Vocal Mix)

The Police – Murder by numbers

The future sound of London – Cascade

Roberta Kelly – Zodiac

Roger Shah feat. Moya Brennan – Morning Star

Sade – Flower Of The Universe

July Child – It Feels So Good (Dj Kapral Cover Mix)

Raf – Cosa resterà degli anni ’80

Jacopo Conficconi singolo intervento

Border Nights  Puntata 314 versione integrale

Striscia la Notizia al mercato ortofrutticolo di Forlì per l’amianto

Il caso in onda sabato su Canale 5

Forlì, 29 Aprile 2019 – “Striscia la Notizia” si è occupata della situazione del parcheggio del mercato ortofrutticolo di via dei Gerolimini: esulta Daniele Vergini, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, che per primo aveva sollevato il caso della copertura in amianto. Il servizio, curato dall’inviato Antonio Casanova, è andato in onda sabato sera su Canale 5.

La tv ha mostrato le condizioni del tetto, rovinato in più punti, mentre spesso transitano lì sotto mezzi che scaricano frutta e verdura. «Il Comune – attacca Vergini – si dimentica per 4 anni di bonificare amianto su una struttura di sua proprietà situata in una zona densamente abitata. E si dimentica addirittura di apporre i cartelli obbligatori per legge per segnalare il pericolo e di fare le verifiche annuali che sarebbero previste. Una situazione inaccettabile che indigna profondamente». Il Comune ha risposto a Striscia che tra maggio e giugno partiranno i lavori di messa in sicurezza. «Ma per appena 30mila euro non serviva un appalto, era sufficiente un affido diretto». Il Movimento 5 Stelle rivendica di aver fatto rimuovere l’amianto anche nell’ex cartiera ai Romiti o al liceo classico.

Fonte: Articolo de “Il Resto del Carlino”