Rettifica all’articolo “Casapound manifesta in piazza”

Forlì, 20 settembre 2019 – Riceviamo e pubblichiamo.
Ritengo doveroso richiedere una immediata smentita di alcuni contenuti.
In particolare tengo a precisare che:
Il movimento politico Casa Pound non ha in alcun modo organizzato nella figura dei promotore la manifestazione di sensibilizzazione al cemento-amianto del 28 giugno 2019. L’unico e principale organizzatore di tale evento è stato il suddetto e sottoscritto Jacopo Conficconi quale responsabile e referente territoriale dell’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii e del sito web www.amiantoforli.it.
Gli attivisti del movimento politico Casa Pound insieme ai ragazzi dell’associazione giovanile denominata Blocco Studentesco hanno egregiamente contribuito a dare supporto logistico nell’organizzazione dell’evento facendosi carico a livello economico delle spese per lo striscione che appare nella foto dell’articolo da voi postato e nella distribuzione di ben 400 volantini.

Per l’esattezza da uno di questi volantini si evince che voi come Staff 4live avete estrapolato un contenuto che ritenete appartenga a Casa Pound. Dal vostro articolo fate evincere al lettore che Casa Pound abbia presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Forlì e questo è assolutamente falso. A presentare l’esposto è stato l’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii non Casa Pound, anzi all’epoca (Aprile 2017) l’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii non esisteva ancora ed eravamo solamente 8 ragazzi motivati da un forte senso per la res publica di cui io Jacopo Conficconi sono ed ero il portavoce.
Sono concorde nel dire che quei volantini (da cui di uno di essi avete estrapolato le informazioni) sono stati stampati da Casa Pound ma essi non contengono minimamente simboli o loghi riconducibili a Casa Pound ma contengono simboli e loghi riconducibili all’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii di cui voi come redazione di Staff 4live non avete minimamente accennato. Casa Pound li ha stampati senza il loro nome per non politicizzare l’evento della manifestazione e per poter contribuire a loro modo nella lotta al nemico straniero del cemento-amianto.
La manifestazione del 28 giugno 2019 è stata aperta a tutte le forze politiche anche di estrema sinistra ed ha visto la partecipazione di cittadini di diversi schieramenti, seppur la maggioranza di essi erano appartenenti a Casa Pound.
In virtù di ciò richiediamo una rettifica ai sensi dell’art. 8 Legge 47/1948 per diffidare la vostra redazione di Staff 4live dal mettere in atto l’opportuna rettifica dei messaggi errati, contenuti all’interno dell’articolo in oggetto, con pari rilevanza di intervento.

Fonte: Articolo de “4Live”

Protesta in piazza contro l’eternit in palazzo di via Bufalini

Forlì, 28 Giugno 2019 – Ha manifestato oggi in piazza anche un gruppo di giovani appartenenti all’ ‘Ufficio speciale antiamianto Forum Livii’, di cui è responsabile locale Jacopo Conficconi. I ragazzi hanno sollevato l’annoso problema del palazzo ‘Montefeltro’ di via Maurizio Bufalini 34, a Forlì, che ha un tetto in eternit-amianto pure danneggiato.
Il palazzo di via Bufalini sorge in un’area potenzialmente ad alto rischio per la salute dei cittadini: tra i musei San Domenico e la scuola elementare Diego Fabbri.
Il comitato s’è appellato al sindaco Zattini affinché intervenga urgentemente per: “tutelate la salute e la sicurezza dei forlivesi”.
Fonte: Articolo de “SestoPotere.com”

Jólabókaflód, la tradizione natalizia islandese: si regalano i libri e si leggono insieme

3 Dicembre 2019 – Il libro è la “star” dei regali di Natale in Islanda. Questa abitudine nasce da una meravigliosa tradizione che si chiama “Jólabókaflód”.

Questa parola, che tradotta significa “inondazione di libri” , definisce la stagione da novembre a dicembre durante la quale i cittadini islandesi ricevono gratuitamente il catalogo con le nuove pubblicazioni dell’Associazione degli editori islandesi, ovvero il Bókatídindi.

Molti di questi libri vengono acquistati per essere poi consegnati in forma di regalo la notte della vigilia, e il giorno di Natale lo si passa a leggere. Niente pranzi infiniti ma solo lettura, e rigorosamente in carta, niente ebook. Il tutto insieme, davanti a un camino con tè e divano.

Questa “inondazione del libri” risale alla seconda guerra mondiale, quando le severe restrizioni patrimoniali diminuirono la possibilità di importare i regali dall’estero. Le limitazioni sulla carta importata erano meno gravi, portando il libro a diventare così il regalo di Natale più tipico. Da allora, gli islandesi hanno mantenuto questa splendida tradizione.

Fonte: Articolo de “Coscienze in rete”

A Conselve, dove un benefattore anonimo paga le bollette di altri

La famiglia di Conselve che si è vista tagliare le forniture di luce e di gas per un insoluto nei pagamenti delle bollette è stata salvata da un anonimo benefattore

Conselve (Padova), 14 Dicembre 2019 – Il miracolo di Natale che, per la sobrietà tutta veneta con la quale è stato compiuto, sarebbe tanto piaciuto a Dino Buzzati, ha svelato un risvolto inedito e inatteso, che — almeno per una volta — fa piazza pulita dei tanti luoghi comuni sul Veneto razzista, leghista e chiuso, attento solo agli «schei» e fissato con la logica del «prima gli italiani». La famiglia con quattro figli di Conselve, nel Padovano, che si è vista tagliare le forniture di luce e di gas per un insoluto nei pagamenti delle bollette che andava avanti da aprile e che è stata salvata da un anonimo benefattore che commossosi ha saldato le bollette scoperte versando circa 540 euro, sarebbe composta da extracomunitari inseriti nel tessuto locale.

Questo quello che si apprende dal tam-tam della popolazione locale se ci si reca in questo ridente paesino di poco di poco più di 10.000 abitanti, che presenta un tasso di immigrazione che supera il 15% della popolazione, con un Veneto che ospita più di 500.000 stranieri. «Pagare le bollette scadute a una famiglia di stranieri che rischiava di passare il Natale al freddo e al buio è una scelta che dimostra come il Veneto non sia per nulla razzista e il fatto che noi veneti diamo a tutti una possibilità», commenta a caldo Raffaele D’Addio, che lavora alla Ceva logistica di Monselice, 60% di lavoratori stranieri. «Basta comportarsi bene e lavorare, la pelle qui non conta». Gli fa eco il barbiere del paese, Luca Fava: «Conselve è un paese tacciato di fascismo e di leghismo, ma sono tutti luoghi comuni. Il mio motto e fai del bene e riceverai del bene: per tanti il Natale significa solo regali, spese e acquisti ma si dimentica che per questa famiglia il regalo più grande era quello di scaldarsi e di avere la luce».

La linea ufficiale dell’azienda Centro Veneto Energie, che dopo otto mesi di insoluti è stata costretta a tagliare le forniture, è prudente: «Non possiamo rivelare la nazionalità della famiglia a cui è stata sospesa l’erogazione del gas e dell’energia nonostante i molti tentativi di riscuotere il dovuto», commenta il presidente Giuseppe Mossa. «L’insoluto andava avanti da aprile e solo l’8 dicembre abbiamo dovuto provvedere a interrompere l’erogazione, certamente a malincuore. Non abbiamo tuttavia posto i sigilli e quando il benefattore ha provveduto a saldare le bollette scoperte abbiamo immediatamente ripristinato l’energia e il gas. Purtroppo ormai non sono casi isolati». La scena è stata dickensiana: venerdì scorso il capo famiglia del nucleo con quattro figli si è presentato agli uffici del Centro Veneto Energie, situato di fronte al Duomo, chiedendo che gli fosse ripresa la fornitura, accedendo alla rateizzazione dell’insoluto. «Purtroppo la procedura prevede che una volta interrotta l’erogazione essa possa essere ripresa solo saldando interamente il debito», spiega il presidente Mossa.

Il capo famiglia è scoppiato il lacrime e se ne stava andando affranto, quando un signore ha visto la scena ed è intervenuto silenziosamente: non ha cioè interpellato l’extracomunitario e lo ha lasciato andare, ma ha chiesto agli uffici se poteva saldare lui il debito. «Ha però posto una condizione: che il suo gesto rimanesse totalmente anonimo: addirittura ha precisato che se qualcuno avesse rivelato la sua identità avrebbe preso provvedimenti», rivela Mossa. Il parroco del Duomo di San Lorenzo, a pochi passi dalla scena, sorride ma non si sbilancia: «Qui a Conselve c’è un tessuto di solidarietà meraviglioso, quindi non sono stupito di questo gesto. C’è tantissima gente che fa del bene qui. Non ha idea della montagna di commenti entusiastici che ha ricevuto la pagina Facebook della parrocchia». L’integrazione in realtà come Conselve è così forte che il capo dei padri Canossiani locali è un filippino, padre Taddeo Tinada: «La nostra comunità accoglie diversi immigrati e li aiuta. Anche sul piano alimentare ci prendiamo cura di circa 140 famiglie, di cui 87 sono costituite da immigrati. Attraverso la Borsa della Carità e molte altre iniziative raccogliamo fondi e aiuti: è quello che noi chiamiamo il contagio del bene».

Il dottor Gianfranco De Laurente, farmacista direttore della farmacia Meltias di Conselve, lascia intuire come la crisi abbia picchiato duro anche qui: «Chi ha fatto questo gesto ha il nostro plauso e merita un Natale bellissimo. Anche nell’acquisto dei farmaci si vede la difficoltà di alcune fasce della popolazione: tanta gente, in silenzio e con dignità, rinuncia a farmaci importanti: noi nei limiti del possibile cerchiamo di andare loro incontro e di essere di aiuto». Anche un lavoratore edile che ha fatto l’esperienza dell’migrazione in Australia, Gianfranco Boscolo Chielon, commenta: «Tanti e non solo extracomunitari sono in difficoltà qui dopo la grande crisi degli ultimi 10 anni. Ma qui c’e la coscienza che si può uscirne solo aiutandosi tutti, senza guardare al colore della pelle o alla nazionalità di origine».

Un costruttore di macchine per l’agricoltura, Claudio Negrisolo, ha un accento politico: «Conselve è il luogo da cui nel maggio del 97 parti’ la missione dei serenissimi diretti in Piazza San Marco per affermare l’indipendenza del Veneto, ma questo episodio dimostra bene il fatto che pur volendo l’autonomia noi non siamo razzisti. Se questa famiglia era in difficoltà significa che aveva perso il lavoro: ma se lo Stato ci obera e ci cessa con montagne di obblighi burocratici, di controlli e di verifiche noi come possiamo assumere? L’abolizione dei voucher per noi piccoli imprenditori è stato ad esempio un colpo durissimo, che rende difficile offrire ci lavoro a molti cittadini di origine extracomunitaria». Un anziano avventore di un bar, Luigi Botton, conclude nel modo migliore, in dialetto stretto: «Xe sta un bel gesto, anche se erano di colore ha fatto benissimo, lo avrei fatto anch’io. E in silenzio».

Fonte: Articolo de “Corriere della Sera”

Conselve, il paese dove la beneficienza è contagiosa: il segreto dietro alle bollette pagate al papà

Il gesto dell’anonimo benefattore in coda allo sportello che ha saldato i debiti a un padre di 4 figli disperato perché gli avevano staccato luce e gas

di Stefano Ferrio

Conselve, 13 Dicembre 2019 – È quasi Natale, e questa potrebbe essere una storia scritta da Charles Dickens. Sei dicembre, ore 11,40, compare su Facebook, pagina della parrocchia di Conselve, provincia di Padova, questo post: immagine di due mani colme di chicchi di riso, e testo che recita «La carità fa più bene a chi la fa che a chi la riceve», massima lasciataci da don Carlo Gnocchi, sacerdote lodigiano vissuto fra il 1902 e il 1956, beatificato dalla Chiesa cattolica per il suo impegno sociale ed educativo. Sette dicembre, orario mattutino dello sportello di Centro Veneto Energie, che rifornisce di gas ed energia elettrica vari comuni della Bassa Padovana e della provincia di Rovigo. All’operatore si presenta un uomo affranto e agitato, nella cui abitazione sono stati appena staccati gas e luce a causa delle troppe bollette non pagate, il cui totale ammonta a poco meno di 600 euro.

Allo sportello

«Sono padre di quattro figli – spiega – e in questo momento in casa ce la passiamo veramente male, per cui non sono in grado di versare una cifra del genere. Posso pagare a rate?». L’operatore risponde con gentilezza che la procedura della rateizzazione non è prevista dal contratto, cosicché l’uomo scoppia in lacrime tornando sui suoi passi, atteso da una casa buia e fredda da condividere con i propri cari. Solo che l’utente alle sue spalle, dopo avere assistito a tutta la scena, si presenta con discrezione allo sportello chiedendo di poter pagare all’istante le bollette del compaesano, a patto di non farlo sapere né a lui né a nessun altro, perché non vuole dare nessuna eco al proprio gesto di solidarietà. Ora che in quella casa le luci si riaccendono e i termosifoni sono tornati a riscaldare le stanze, la domanda è «chi è il benefattore?».

L’identikit

Uno che, tanto per tracciarne l’identikit, sembra avere appreso così a fondo la lezione contenuta in quella frase di don Gnocchi — «La carità fa più bene a chi la fa che a chi la riceve» — da metterla in pratica all’indomani della sua comparsa su Facebook. Sempre che l’abbia letta, ovviamente. Il che non è così scontato in una Conselve dove generosità e solidarietà non sono optional a cui ispirarsi quando capita, ma fondamenti della vita sociale. Lo rammentano, primo caso in Italia, i sei defibrillatori collocati nel 2015 in punti strategici del territorio comunale, di pronto uso anche da parte dei non-sanitari istruiti quanto basta negli appositi corsi tenuti dai volontari dell’associazione Pronto Conselve. Quest’ultima è operativa 24 ore su 24 all’interno dell’ospedale gestito in paese dalla Ulss 6 Euganea per trasportare e assistere chi nel territorio ha bisogno di cure e assistenza.

Il Paese

«Svolgiamo soprattutto servizi programmati – spiega la vicepresidente Valentina Bruscagin, che lavora come amministrativa in un’azienda – ma, all’occorrenza, supportiamo grandi manifestazioni sportive, e non escludiamo, in futuro, di attrezzarci anche per il pronto intervento d’emergenza». Interpellata sull’episodio di solidarietà avvenuto sabato scorso allo sportello di luce e gas, la vicepresidente Bruscagin glissa amabilmente su ogni possibile ipotesi a proposito dell’ignoto donatore.Un po’ Dickens, un po’ forse altro: a Conselve, però, chiunque può mettervi 600 euro in mano senza che ve ne accorgiate.

Fonte: Articolo de “Corriere della Sera”

Sapelli: siamo spacciati, a Roma nasce il governo Macron

30 Agosto 2019 – Un governo fragile destinato a durare 6 mesi? Macché. Il Conte-bis durerà fino all’elezione del prossimo presidente della Repubblica. «E Mattarella potrebbe fare il bis», dice il professor Giulio Sapelli, storico dell’economia, intervistato da Federico Ferraù per il “Sussidiario”. Occorre andare in Africa per capire l’orrendo inciucio tra 5 Stelle e Pd, che in realtà è un governo Macron, sostiene Sapelli: nel continente nero la Francia vuole “prendersi tutto” e può contare sull’aiuto (retribuito) delle nostre “compagnie di ventura”, che stavolta permetteranno a Parigi di “finire il lavoro”. «Di fatto, comincia – anzi, riprende – la svendita dell’Italia al capitalismo franco-tedesco», proprio alla vigilia del rinnovo dei vertici delle partecipate italiane, dall’Inps all’Enel, da Leonardo all’Eni. «Il nuovo governo si va formando a tempo di record proprio per questo» afferma Sapelli, che racconta: «Pochi giorni fa ho avuto occasione di vedere il Pireo. È pieno di cinesi coperti d’oro. I greci fanno ormai solo i camerieri, gli autisti e i suonatori. Huawei è dappertutto». Il nostro destino è questo? «Sì, il nostro destino è quello che Einaudi aveva indicato all’inizio del 900: la divisione ricardiana del lavoro affida all’Italia l’agricoltura e il turismo. Oggi ci resterà solo quest’ultimo».

L’accenno al “ricardismo” richiama “l’economia del granturco” teorizzata dall’inglese David Ricardo e ripresa oggi – in modo paradossale – dall’economia “neoclassica” che ci domina, attraverso l’oligarchia Ue. Tesi: per poter investire, devi prima risparmiare. Era vero nell’800, oggi fa ridere (da quando c’è la moneta “fiat”, illimitata e a costo zero). Ma è il punto cardinale dell’austerity artificiale imposta da Bruxelles, cui ora l’Italia “giallorossa” sembra pronta a piegarsi in modo sconcertante. Dal canto suo, Sapelli è esplicito: «In Italia si insedia il governo Macron. Del resto lo ha annunciato trionfalmente “Repubblica” nel bel mezzo della crisi di governo, il 21 agosto, con una prima pagina memorabile perché scandalosa: “Con l’estrema destra non funziona mai”. Chiediamoci se una cosa del genere può succedere su “Le Monde”». E che dire del tweet di Trump che benedice Conte? «Qualcuno gli ha chiesto di farlo», risponde Sapelli, che precisa: «Intendo: lo ha chiesto al Dipartimento di Stato. Alcuni amici mi hanno detto che la diplomazia americana non ne sapeva nulla». Sarebbe gravissimo, osserva Ferraù. «Non è da meno il G7 di Biarritz», rincara la dose Sapelli. «Si è mai visto un ministro iraniano (Mohammad Javad Zarif) che arriva di soppiatto? La Francia è sempre stata una potenza di mediazione. Certo sono cambiate le modalità».

Nel XVIII secolo, riassume il professor Sapelli, la Francia se n’è andata dall’America del Nord perché non ha potuto frenare gli inglesi, limitandosi ad appoggiare gli insorti. Da allora, dice, si è ritirata in Africa. «Ed è all’Africa che bisogna guardare per capire cosa sta succedendo in Europa». Il 7 luglio a Niamey, in Niger, è stato firmato l’accordo di libero scambio (Afcta) tra gli Stati africani. Che cosa comporta? «È la creazione di un mercato comune africano, e l’unica potenza europea egemone in grado di approfittarne è la Francia». Parigi, spiega Sapelli, «intende dominare il Mediterraneo». Concretamente, «vuol dire impossessarsi delle rotte energetiche e di quelle logistiche». Attenzione: è un controllo «che la Francia dividerà con la Cina». Secondo Sapelli, a essersi realizzato è il vecchio disegno del nazionalista Sun Yat-sen, fondatore del Kuomintang, pre-maoista. «Sun Yat-sen era affiliato alla massoneria francese. Sognava una vocazione occidentale della Cina: un disegno che Mao ha soltanto interrotto». E il Conte-bis? «Il nuovo governo Conte, a benedizione francese, si spiega con il fatto che Parigi deve assolutamente governare l’Italia se vuole realizzare il suo progetto espansionistico. Si tratta di un governo a vocazione geopolitica eterodiretta da parte francese».

A questo proposito, Ferraù fa giustamente notare il ruolo di Sandro Gozi: alla vigilia della crisi di governo, l’esponente renziano del Pd è diventato consulente di Macron per gli affari europei. «Un arruolamento volontario, che risponde evidentemente a questo compito». E cioè: tradire l’Italia, a favore della Francia. Quindi chi comanda, adesso, a Roma? «Le nuove compagnie di ventura, i parenti odierni degli Sforza, che si vendevano a tutti». Il Movimento 5 Stelle? «E’ la compagnia di ventura più organica, più malleabile e per questo più funzionale agli obiettivi altrui». Quanto durerà, il Governo del Tradimento? «Sono due gli obiettivi che determineranno la sua durata», risponde Sapelli. «Il primo è l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Perché non un Mattarella-bis? L’altro obiettivo è la trasformazione dell’Italia in una piattaforma logistica per l’entrata della Francia in Africa e la svendita di ciò che resta del nostro apparato industriale a Francia, Germania e Cina». E gli Stati Uniti acconsentono? «Gli americani un po’ non capiscono, un po’ sono divisi», sostiene Sapelli. «Trump è sotto scacco per lo stesso motivo di Salvini, per avere aperto alla Russia. In più sono divisi tra la componente Bush-clintoniana, ispirata dal globalismo finanziario esasperato, e quella del gruppo che sostiene Trump».

L’Italia ha chiuso, quindi? Siamo finiti, come paese? «L’unica speranza sono le piccole e medie imprese, però devono capire quello che sta accadendo», dice Sapelli. «Soprattutto devono capire che non possono esistere da sole, anche se da sole hanno fatto miracoli». Bisogna che le piccole imprese italiane «si impegnino per salvare un segmento delle grandi imprese e per cambiare la politica economica europea». Una rappresentanza politica ce l’hanno già: è la Lega. «Non hanno ancora afferrato, però, che in questa guerra non si fanno prigionieri». Il Nord, cioè il bacino elettorale di Salvini, produce l’80% del nostro Pil. Impossibile sperare in una proiezione nazionale? «L’Italia avrebbe dovuto fare come Polonia, Bulgaria, Ungheria», dice ancora Sapelli: «Ognuno di questi paesi ha superato le divisioni politiche interne e ha trattato con l’Europa da paese unito. Noi invece abbiamo mancato tutti gli appuntamenti che potevano aiutarci in questa direzione, dal contrasto al terrorismo alla stagflazione. E abbiamo fallito perché l’Italia continua ad essere un paese di compagnie di ventura».

Se i 5 Stelle suscitano raccapriccio per il loro scandaloso voltafaccia, come definire il Pd? «Un insieme di cacicchi l’un contro l’altro armati, con una compagnia di ventura egemone, quella di Renzi». Altri pericoli in vista: «M5S e Pd vanno assimilandosi, perché anche nel Pd la base sociale e quella territoriale si vanno estinguendo», ragiona Sapelli. «Zingaretti, invece di sostenere il nuovo governo, avrebbe potuto dedicarsi a una rifondazione territoriale. Non lo farà: e questo sarà la fine, del Pd e sua». Resta solo la Lega, a quanto pare, a tifare Italia. «L’unica speranza è che oltre alle piccole medie imprese intercetti e rappresenti la borghesia nazionale. Il problema della Lega – aggiunge Sapelli – è che non ha un pensiero politico», almeno per ora. Ma la lettura dello scempio in corso resta incompleta, se non si considera l’azione del Papa: «Il Vaticano ha svolto un ruolo fondamentale, che andrà approfondito», precisa Sapelli. «Abbiamo assistito a un ritorno della religione in politica, dissimulato da preoccupazioni sociali e teologiche. Il mio caro vecchio Péguy si rivolta nella tomba», aggiunge il professore, riferendosi allo scrittore francese Charles Péguy, cattolico ma inviso all’alto clero per la sua opposizione all’ingerenza ecclesiastica nell’attività politica. Per Sapelli, nel concorrere alla caduta di Salvini, Bergoglio ha commesso un azzardo: «La Chiesa deve stare attenta – chiosa il professore – perché l’adesione alla società dei diritti potrebbe esserle fatale».

Fonte: Articolo de “Libre”

L’Iva sugli assorbenti lo conferma: le mestruazioni in Italia sono un lusso. Come i neuroni di qualche politico

15 Novembre 2019 – Quante volte mentre eravamo in vacanza all’estero e abbiamo attraversato la strada con il semaforo lampeggiante o siamo saliti su un taxi che un inglese aveva adocchiato prima di noi siamo stati apostrofati come abitanti del Paese di “Cosa Nostra”? E quante volte ci siamo offesi a morte pensando al pregiudizio che vuole l’Italia patria di “spaghetti, mandolino e mafia”? In realtà anche se nel Belpaese mafia, ‘ndrangheta, camorra e Sacra corona unita dovessero scomparire nel nulla con effetto retroattivo come i Beatles nel film Yesterday, forse dovremmo rassegnarci a continuare a essere bollati nello stesso modo; perché se non saremo più il Paese di “Cosa Nostra”, potremo rimanere comunque il Paese delle “Nostre Cose”.

Eh si, perché mentre in Germania il governo ha deciso di ridurre l’Iva sugli assorbenti igienici dal 19 al 7%, mentre in Francia la tassa è al 5,5%, in Gran Bretagna al 5%, in Scozia gli assorbenti vengono distribuiti gratuitamente nelle scuole e in Irlanda l’imposta di valore aggiunto sugli stessi è stata proprio abolita del tutto, in Italia la VI commissione Finanze della Camera ha dapprima bocciato l’emendamento che proponeva di abbassare l’Iva sugli assorbenti dal 22% al 10%, lo ha successivamente riammesso e ora vedremo come andrà a finire. Come se avere le mestruazioni fosse un lusso al quale si può rinunciare, come se gli assorbenti fossero un bene paragonabile a un Rolex, una bottiglia di Amarone, un’elegante berlina.

Magari qualche esponente politico non toccato direttamente dalle “nostre cose” non lo sa, ma dal menarca alla menopausa – ovvero per circa 40 anni della nostra esistenza – ogni mese per 4/5 giorni o anche più ci capitano appunto quelle cose che si chiamano “mestruazioni” e siamo obbligate a comprare gli assorbenti, a cambiarci in media quattro volte al giorno per un totale di circa 520 cicli mestruali e un consumo di 12mila assorbenti.

Se pensiamo che i volantini e i manifesti per le campagne elettorali sono tassati al 4%, la prima cosa che ci viene in mente è un’astensione di massa alle prossime elezioni e la seconda è un sit in in “quei giorni” senza assorbente sugli scranni di Montecitorio per ritinteggiare le poltrone sbiadite e ravvivare il caratteristico rosso bordeaux. Se pensiamo che il tartufo, gli oggetti di antiquariato e i francobolli da collezione sono tassati al 10% la prima cosa che ci viene in mente è che i neuroni sono un lusso che alcuni politici non possono proprio permettersi, la seconda cosa è meglio che non la scriviamo.

Possibile che per questo governo e anche per quello precedente ridurre l’Iva sugli assorbenti sia una manovra così onerosa da non riuscire a trovare i soldi per coprirla? Non è che c’è qualche altro motivo? Ebbene sì, pare che la preoccupazione sia di natura “ecologica”, pare che i 21 milioni di donne italiane quando hanno le mestruazioni inquinino.

Sì, avete capito bene. Lo scorso maggio, l’allora capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera Francesco D’Uva dichiarò in diretta tv: ”noi siamo anche per l’ambiente, non siamo a favore degli assorbenti usa e getta. Ci sono delle possibilità non inquinanti come le coppette mestruali e i pannolini lavabili”. Purtroppo la trasmissione in questione non era Scherzi a Parte ma Omnibus, e gira la voce che alla parola “pannolini lavabili” l’olandesina dello spot del detersivo dei tempi del Carosello si sia suicidata buttandosi dalla mongolfiera.

L’unica cosa che ci auguriamo è che la moglie di Francesco D’Uva al rientro a casa del marito dopo una lunga giornata di lavoro gli abbia servito una “coppetta” di Martini con una bella dose di lassativo. Tanto gli alcolici e le medicine sono tassate solo al 10%.

Fonte: Articolo de “Il Fatto Quotidiano”

Donald Trump, la conversazione con Farage: “Anche l’Italia starebbe meglio senza l’Ue”

L’intervento improvviso del presidente Usa negli affari della politica italiana arriva durante il programma radiofonico condotto dal leader del Brexit Party britannico: “In Europa governano persone con le quali è molto difficile negoziare, mentre con me sarebbe tutto più facile”

1 Novembre 2019 – “Anche altri Paesi, l’Italia e altri, starebbero molto meglio senza l’Ue, francamente. Ma se vogliono l’unione, bene”. L’intervento improvviso di Donald Trump negli affari della politica italiana arriva in una conversazione avuta giovedì sera con Nigel Farage durante il programma radiofonico condotto dal leader del Brexit Party britannico su Lbc. Il presidente Usa, che ha deplorato che Londra sia ancora “trattenuta nell’Unione Europea”, ha poi rispolverato l’ipotesi di una Italexit, citando en passant anche la nostra Penisola tra i Paesi che “starebbe molto meglio” fuori dell’Ue.

È la prima volta in assoluto che Trump ipotizza l’uscita dell’Italia non solo dall’euro ma dall’Unione europea, di cui è uno degli stati fondatori. E arriva proprio nel momento in cui il premier Giuseppe Conte e il nuovo governo giallorosso stanno cercando di mantenere un dialogo più serrato e collaborativo con Bruxelles, per puntare a ottenere di più sia sul dossier della manovra economica sia sul fronte della politica sui migranti.

Per Trump, il fatto che Londra sia ancora nell’Ue impedisce di iniziare a trattare quello che per il tycoon sarebbe una grande accordo commerciale tra Stati Uniti e Gran Bretagna. “Siete bloccati dalla Ue – afferma il presidente Usa – come lo sono altri Paesi. Anche l’Italia e altri Paesi – aggiunge il presidente americano – starebbero molto meglio senza l’Unione europea. Ma se questi Paesi vogliono rimanere nella Ue, va bene”. “Ma sappiate – conclude il suo ragionamento Trump – che in Europa governano persone con le quali è molto difficile negoziare, mentre con me sarebbe tutto più facile: faremmo subito un grande accordo commerciale”.

Il tema di una possibile Italexit non è mai stato nell’agenda dei colloqui tra Washington e Roma, men che meno negli ultimi faccia a faccia che il presidente americano ha avuto in più di un’occasione con il presidente del consiglio Conte e all’inizio del mese con il presidente della repubblica Sergio Mattarella, ricevuto alla Casa Bianca. Lo stesso dicasi dei colloqui avuti tra il ministro degli esteri Luigi Di Maio e Mike Pompeo in occasione della recente visita del segretario di stato americano in Italia.

Il cambio di residenza
Per ora chi si trasferisce quindi non è l’Italia, ma lo stesso Trump. Il tycoon tradisce la sua New York e cambia residenza: non più la Trump Tower sulla Fifth Avenue di Manhattan ma Palm Beach, in Florida, dove possiede la dimora di Mar-a-Lago. Sarà questa la sua residenza primaria e fiscale. È lo stesso presidente Usa a confermare tutto su Twitter: “Pago ogni anno milioni di dollari di tasse alla città e allo stato di New York per essere trattato molto male“. Trump scrive anche che spera di restare altri 5 anni a 1600 Pennsylvania Avenue, l’indirizzo della Casa Bianca.

Fonte: Articolo de “Il Fatto Quotidiano”

Manifestazione del 28 Giugno 2019 organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Comunicato ufficiale della manifestazione del 28 Giugno 2019 organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Apologia e qualificazione del presidio di venerdì 28 giugno 2019

Forlì, 25 Giugno 2019

Alla cortese attenzione di

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Oggetto: Manifestazione per la rimozione del pericoloso tetto in cemento-amianto sito in via Maurizio Bufalini 34.

Gentili destinatari,

Con la presente vi comunichiamo  che venerdì 28 giugno 2019, alle ore 18:30, terremo un presidio nel comune di Forlì, in Piazza Saffi. Questa manifestazione è organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii di cui Jacopo Conficconi è il referente territoriale e portavoce, e vedrà la presenza di altri cittadini che in forma libera parteciperanno all’evento. Ci saranno anche esponenti del movimento politico CasaPound Italia e della collegata associazione giovanile Blocco Studentesco.

Da tali organizzazioni, che ho contattato precedentemente illustrandogli il problema in oggetto, ho richiesto ed ottenuto supporto logistico e organizzativo. La stessa richiesta l’ho effettuata anche ad altri partiti e movimenti politici nel corso di diversi anni, senza però ottenere alcun tipo di riscontro pratico e concreto, ad eccezione del Movimento 5 Stelle.

Tengo a precisare che durante tutto il corso dell’evento non verranno comunque esposti simboli riconducibili a partiti politici. Quindi questa manifestazione non sarà in alcun modo riconducibile a nessuna organizzazione politica.

All’evento saranno comunque benvenuti tutti i cittadini, di qualunque partito ed ideologia. Il presidio ha l’ambizione di coinvolgere i forlivesi in virtù dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana, che legifera la pari dignità sociale ed eguaglianza dinnanzi alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Per questo motivo gli inviti alla partecipazione dello stesso saranno spediti a tutti gli schieramenti politici, senza distinzione alcuna. A titolo cautelativo invito le forze di pubblica sicurezza a presenziare alla manifestazione, per poter garantire la sicurezza e l’incolumità fisica di tutti i presenti, nonché il diritto alla libertà di manifestazione senza alcun tipo di impedimento o provocazione da parte di elementi esterni.

Scopo unico del presidio è quello di richiedere al neo sindaco Gian Luca Zattini, e a tutta la giunta comunale, un pronto intervento al riguardo della pericolosa situazione in corso in Via M. Bufalini, dove un tetto in cemento-amianto versa in stato di cattiva conservazione, e persino con evidenti segni di rottura ed usura. Una situazione di pericolo per la salute pubblica dei residenti e di chi, nella zona, lavora o trascorre diverso tempo.

I principi ispiratori dell’evento sono rappresentati dal concetto di giusnaturalismo di John Locke (29/08/1632- 8/10/1704), Ugo Crozio (10/04/1583- 28/08/1645) e Alberico Gentili (14/01/1552- 19/06/1608).  Lo scopo del presidio sarà quello di rammentare al nuovo sindaco l’importanza del “contratto sociale”, e l’impegno del sovrano a tutela del Diritto alla Vita, diritto che la presenza del tetto in cemento-amianto sta pericolosamente attentando e contravvenendo (ultimo elemento riferito al Contratto Sociale). Utile ricordare come il predecessore del sindaco Zattini, tale Davide Drei, abbia palesemente violato questo “Contratto Sociale” mettendo a repentaglio il Diritto alla Vita dei suoi concittadini. A ragion veduta è dovere dei cittadini, in virtù dei fondamenti giusnaturalisti, resistere al giogo dell’arbitrarietà dei potenti (Diritto alla Ribellione) e all’indifferenza verso la res publica perpetrata dalla precedente giunta comunale, e dagli organi preposti al controllo.

Il cemento-amianto è un materiale brevettato e scoperto in un paese straniero rispetto alla patria italica, quindi l’impegno del presidio è anche quello di ricordare ai nostri concittadini il fondamento dell’articolo 52 della Costituzione della Repubblica Italiana Comma I “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Lo ricorderemo manifestando ed esponendo pubblicamente un’unica bandiera, quella della Patria Nostra: il Tricolore Italico. Rammento a tale scopo l’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

Ricordo infine come il presidio da me organizzato non intende in alcun modo istigare, indurre o esortare l’attuazione di condotte vietate dalla legge vigente. Io sottoscritto Jacopo Conficconi non mi assumo nessuna responsabilità per privati o pubblici cittadini, qualora dovessero commettere partecipando all’evento comportamenti impropri ed illegali per le leggi vigenti. (articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana comma I “La responsabilità penale è personale”).

Jacopo Conficconi Responsabile Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Comunicato non ufficiale della manifestazione del 28 Giugno 2019 organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Apologia e qualificazione del presidio di venerdì 28 giugno 2019

Io sottoscritto Jacopo Conficconi nato a Bologna il 13/12/1988 residente e domiciliato a Forlì dichiaro quanto segue:

“Il giorno 28 giugno 2019 alle ore 18:30 si terrà un presidio in Piazza Saffi nel Comune di Forlì. Il presidio sarà organizzato da me medesimo e vedrà quasi certamente la presenza di cittadini che in forma libera parteciperanno al suddetto evento. Ci saranno anche esponenti del gruppo politico appartenente a Casa Pound, e dell’associazione studentesca italiana di ispirazione neofascista denominata Blocco Studentesco che da me contattati precedentemente all’evento sottoscritto mi hanno aiutato nella logistica e nell’organizzazione del suddetto presidio. Tengo a rimarcare come costoro (dopo accordi preventivi presi da me medesimo in forma orale in contesto privato) abbiano acconsentito a partecipare all’evento senza per il futuro dell’evento esplicitare in alcun modo in pubblico alcun simbolo del disciolto partito fascista o – all’emanazione della Legge n. 1024 del 13 luglio 1939- XVII (Gazzetta Ufficiale del 27 luglio 1939), Norme integrative del Regio decreto-legge 17 novembre 1938-XVI, n.1728, sulla difesa della razza italiana – che possa ricondurre a discriminazioni razziali o in qualche maniera provocare turbamento in altri cittadini che per ragioni dovute alla professione, al caso, o alla necessità transitassero o si dovessero accidentalmente trovare nei pressi del presidio. Tengo inoltre inequivocabilmente a rimarcare come costoro (sempre dopo accordi preventivi presi da me medesimo in forma orale in contesto privato) abbiano acconsentito a non esporre bandiere, simboli (tatuaggi compresi) di alcun tipo che possano ricondurre la propria appartenenza ad un qualsiasi gruppo od ideologia di matrice neofascista. Per di più è da considerare come violazione del “contratto sociale” tra le nostre stesse parti qualunque manifestazione espressa anche in forma verbale che inneggi al disciolto partito fascista e che altresì mostri attraverso la mimica del corpo umano taluni simboli riconducibili al disciolto partito fascista.

Inoltre tendo a rimarcare come all’evento possano partecipare in qualità di fruitori, qualsiasi cittadino di un qualunque partito ed ideologia anche immancabilmente differente a livello ideologico da quella di Casa Pound e dell’associazione studentesca italiana denominata Blocco Studentesco. L’evento in sé è un presidio aperto a tutti i cittadini in virtù dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana che legifera la pari dignità sociale ed eguaglianza dinnanzi alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Per l’appunto gli inviti alla partecipazione saranno mandati a tutti gli schieramenti politici anche a quelli dell’estrema sinistra. Onde evitare scontri o l’infiltrazione di elementi facinorosi o anarco- insurrezionalisti appartenenti alla ben nota frangia dei Black Block invito le forze di pubblica sicurezza a prestare la massima attenzione e a poter garantire la sicurezza e l’incolumità fisica di tutti i presenti all’evento; nonché l’immediato allontanamento ed identificazione di qualunque individuo manifesti o inneggi a comportamenti di natura criminosa violando le ultime normative legiferate in merito al Decreto Sicurezza Legge n. 53 del 14 giungo 2019 in materia di ordine e sicurezza pubblica.

Delineo ora lo spirito ed i principi ispiratori del presidio che si terrà.

I principi ispiratori dell’evento sono rappresentati dal concetto di giusnaturalismo di John Locke (29/08/1632- 8/10/1704), Ugo Crozio (10/04/1583- 28/08/1645) e Alberico Gentili (14/01/1552- 19/06/1608).  Lo scopo del presidio sarà quello di rammentare all’attuale sovrano in carica nel Comune di Forlì in qualità di sindaco tale Gian Luca Zattini l’importanza del “contratto sociale” e l’impegno del sovrano a tutela del Diritto alla Vita che la presenza di un tetto provvisto in cemento-amianto sito in Forlì in via Maurizio Bufalini n.34 al momento attuale sta pericolosamente attentando e contravvenendo (ultimo elemento riferito al Contratto Sociale). Si rammenterà anche come il predecessore del sindaco Zattini tale Davide Drei abbia palesemente violato questo “Contratto Sociale” mettendo a repentaglio il Diritto alla Vita dei suoi concittadini. A ragion veduta è nostro dovere di cittadini in virtù dei fondamenti giusnaturalisti resistere (Diritto alla Ribellione) al giogo dell’arbitrarietà dei potenti e all’indifferenza verso la res publica che la precedente giunta comunale capitanata da Davide Drei e gli organi preposti al controllo hanno rappresentato e rappresentano. Siccome il cemento-amianto è un materiale brevettato e scoperto in un paese straniero rispetto alla patria italica; l’impegno del presidio è quello di ricordare ai nostri concittadini il fondamento dell’articolo 52 della Costituzione della Repubblica Italiana Comma I “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Ciò ritengo lo si potrà rammentare manifestando ed esponendo pubblicamente durante il presidio un’unica bandiera, quella della Patria Nostra: il Tricolore Italico. Rammento a tale scopo l’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

Ricordo infine come il presidio da me organizzato non intende in alcun modo istigare, indurre o esortare l’attuazione di condotte vietate dalla legge vigente. Io sottoscritto Jacopo Conficconi non mi assumo nessuna responsabilità per privati o pubblici cittadini che qualora dovessero commettere partecipando all’evento comportamenti impropri ed illegali alle leggi vigenti. Terminando ricordo a tutti i futuri presenti dell’evento suddetto l’articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana comma I “La responsabilità penale è personale”. “

Volantino della manifestazione

L’Ufficio Speciale antiamianto Forum Livii ringrazia i membri di Casa Pound e dell’associazione studentesca italiana denominata Blocco Studentesco per essersi fatti carico dell’onere finanziario dello striscione della manifestazione del 28 Giugno 2019 e della stampa di diverse centinaia di copie del volantino  come forma di solidarietà nella lotta contro il nemico straniero e terrorista del cemento-amianto.

Volantino di sensibilizzazione sul cemento-amianto in via Bufalini

Immagini della manifestazione

Comunicazione dell’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livi

Questo video lo dedico a chi sostiene che l’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livi non ha diritto di scendere in piazza a manifestare pacificamente per la tutela del diritto alla vita e della salute anche insieme a Casa Pound e ai ragazzi di Blocco Studentesco.

I detrattori a ragion di ciò ritengono che il nostro messaggio non riesca a raggiungere l’obiettivo prefissato in quanto Casa Pound e Blocco Studentesco sono dei pericolosi fascisti-zeloti, che vanno fermati a qualunque costo.

Beh, per ora non sono ancora riusciti a fermare la libertà di manifestare.

Visto che Giulio Tremonti e Angelino Perrino non sono mai stati perseguitati o imputati per le loro ideologie socio-politico-economiche non comprendiamo ne condividiamo l’ostilità nei riguardi di chi manifesta per chiedere il diritto alla tutela della vita, della salute e della sicurezza della res publica.

Commento dal video da parte di il reporter indignato

Nella splendida dimora del Gran Palace Visconti, dal sapore mitteleuropeo, i giovani di Casapound hanno combinato un incontro singolare , quasi un seminario o un master, col prof. Tremonti, sulla grande disillusione europea. L’occasione è l’uscita dell’ultimo libro di Giulio Tremonti, Mundus Furiosius, un manuale di resistenza alla crisi . Presenziava al master il direttore di affari italiani, Angelo Perrino. Un mondo e una Europa dipinta a tasso zero, nel libro di Tremonti: che auspica il ritorno alla separazione tra attività bancaria e attività speculativa; “ È così che nel 1933 nasce il Glass-Steagall Act, basato sul principio di separazione della banca produttiva o essenziale, la banca che usa i risparmi raccolti solo per finanziare l’attività produttiva, e alla quale viene vietata l’attività speculativa. Principio che in seguito è stato disastrosamente abrogato prima, nel 1999, negli USA, poi, negli anni successivi, in Europa e nel resto del mondo”, scrive Tremonti. Molte le pagine dedicate a questo tema:”Anni fa il governatore della Banca d’Inghilterra (Mervyn King), in una conferenza organizzata dalla British Broad- casting Corporation (BBC), ha dichiarato: «Non costruiamo centrali nucleari vicino ad aree densamente popolate e quindi non dobbiamo consentire che l’attività essenziale di una banca e gli investimenti a rischio vengano condotti nella stessa banca “troppo grande per fallire”. La separazione è essenziale per rendere più sicura la nostra economia». E oggi, si aggiunge, per evitare che i rischi di esplosione che si verificano in una banca che è troppo grande per fallire siano pagati per salvarla dai risparmiatori o dai contribuenti, in un sistema che privatizza i profitti e che socializza le perdite speculative. Il rischio? “che si scatenino, forze che possono portare l’Europa a forme di tirannia nuovissime, anzi vecchissime, come fu per Weimar dopo il ’29. Oggi in Europa vedo una dissoluzione stile Bisanzio” Un altro tema caro a Tremonti è quello della immigrazione.” Stime attendibili indicano la presenza nell’Africa cosiddetta subsahariana di circa 200 milioni di persone disposte a prendere in considerazione l’ipotesi della migrazione.Un’ipotesi possibile, un’ipotesi di sviluppo nei Paesi di origine: «Aiutiamoli a casa loro». Ma è stata un’ipotesi che allora l’Europa ha miopemente rigettato, in nome del suo egoismo «fiscale».”Un libro pessimista: conclude Tremonti, “si è sempre detto: «Pecunia regina mundi». E certo mai come oggi la finanza è regina, ma regina che regna su di un reame che degenera indirizzandosi verso la sua autodistruzione. Oggi, proprio un tipo come Eliogabalo pare essere la figura più rappresentativa ed esponenziale della nuova e fluida specie dell’homo europaeus” . A lezione conclusa, i giovani allievi si sono accalcati intorno al docente tra i velluti soffusi dell’asbugico hotel che richiama un poco anche i salotti dei ritrovi della Belle epoque a Wiesbaden, prima della tragedia della grande guerra.