Sapelli: siamo spacciati, a Roma nasce il governo Macron

30 Agosto 2019 – Un governo fragile destinato a durare 6 mesi? Macché. Il Conte-bis durerà fino all’elezione del prossimo presidente della Repubblica. «E Mattarella potrebbe fare il bis», dice il professor Giulio Sapelli, storico dell’economia, intervistato da Federico Ferraù per il “Sussidiario”. Occorre andare in Africa per capire l’orrendo inciucio tra 5 Stelle e Pd, che in realtà è un governo Macron, sostiene Sapelli: nel continente nero la Francia vuole “prendersi tutto” e può contare sull’aiuto (retribuito) delle nostre “compagnie di ventura”, che stavolta permetteranno a Parigi di “finire il lavoro”. «Di fatto, comincia – anzi, riprende – la svendita dell’Italia al capitalismo franco-tedesco», proprio alla vigilia del rinnovo dei vertici delle partecipate italiane, dall’Inps all’Enel, da Leonardo all’Eni. «Il nuovo governo si va formando a tempo di record proprio per questo» afferma Sapelli, che racconta: «Pochi giorni fa ho avuto occasione di vedere il Pireo. È pieno di cinesi coperti d’oro. I greci fanno ormai solo i camerieri, gli autisti e i suonatori. Huawei è dappertutto». Il nostro destino è questo? «Sì, il nostro destino è quello che Einaudi aveva indicato all’inizio del 900: la divisione ricardiana del lavoro affida all’Italia l’agricoltura e il turismo. Oggi ci resterà solo quest’ultimo».

L’accenno al “ricardismo” richiama “l’economia del granturco” teorizzata dall’inglese David Ricardo e ripresa oggi – in modo paradossale – dall’economia “neoclassica” che ci domina, attraverso l’oligarchia Ue. Tesi: per poter investire, devi prima risparmiare. Era vero nell’800, oggi fa ridere (da quando c’è la moneta “fiat”, illimitata e a costo zero). Ma è il punto cardinale dell’austerity artificiale imposta da Bruxelles, cui ora l’Italia “giallorossa” sembra pronta a piegarsi in modo sconcertante. Dal canto suo, Sapelli è esplicito: «In Italia si insedia il governo Macron. Del resto lo ha annunciato trionfalmente “Repubblica” nel bel mezzo della crisi di governo, il 21 agosto, con una prima pagina memorabile perché scandalosa: “Con l’estrema destra non funziona mai”. Chiediamoci se una cosa del genere può succedere su “Le Monde”». E che dire del tweet di Trump che benedice Conte? «Qualcuno gli ha chiesto di farlo», risponde Sapelli, che precisa: «Intendo: lo ha chiesto al Dipartimento di Stato. Alcuni amici mi hanno detto che la diplomazia americana non ne sapeva nulla». Sarebbe gravissimo, osserva Ferraù. «Non è da meno il G7 di Biarritz», rincara la dose Sapelli. «Si è mai visto un ministro iraniano (Mohammad Javad Zarif) che arriva di soppiatto? La Francia è sempre stata una potenza di mediazione. Certo sono cambiate le modalità».

Nel XVIII secolo, riassume il professor Sapelli, la Francia se n’è andata dall’America del Nord perché non ha potuto frenare gli inglesi, limitandosi ad appoggiare gli insorti. Da allora, dice, si è ritirata in Africa. «Ed è all’Africa che bisogna guardare per capire cosa sta succedendo in Europa». Il 7 luglio a Niamey, in Niger, è stato firmato l’accordo di libero scambio (Afcta) tra gli Stati africani. Che cosa comporta? «È la creazione di un mercato comune africano, e l’unica potenza europea egemone in grado di approfittarne è la Francia». Parigi, spiega Sapelli, «intende dominare il Mediterraneo». Concretamente, «vuol dire impossessarsi delle rotte energetiche e di quelle logistiche». Attenzione: è un controllo «che la Francia dividerà con la Cina». Secondo Sapelli, a essersi realizzato è il vecchio disegno del nazionalista Sun Yat-sen, fondatore del Kuomintang, pre-maoista. «Sun Yat-sen era affiliato alla massoneria francese. Sognava una vocazione occidentale della Cina: un disegno che Mao ha soltanto interrotto». E il Conte-bis? «Il nuovo governo Conte, a benedizione francese, si spiega con il fatto che Parigi deve assolutamente governare l’Italia se vuole realizzare il suo progetto espansionistico. Si tratta di un governo a vocazione geopolitica eterodiretta da parte francese».

A questo proposito, Ferraù fa giustamente notare il ruolo di Sandro Gozi: alla vigilia della crisi di governo, l’esponente renziano del Pd è diventato consulente di Macron per gli affari europei. «Un arruolamento volontario, che risponde evidentemente a questo compito». E cioè: tradire l’Italia, a favore della Francia. Quindi chi comanda, adesso, a Roma? «Le nuove compagnie di ventura, i parenti odierni degli Sforza, che si vendevano a tutti». Il Movimento 5 Stelle? «E’ la compagnia di ventura più organica, più malleabile e per questo più funzionale agli obiettivi altrui». Quanto durerà, il Governo del Tradimento? «Sono due gli obiettivi che determineranno la sua durata», risponde Sapelli. «Il primo è l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Perché non un Mattarella-bis? L’altro obiettivo è la trasformazione dell’Italia in una piattaforma logistica per l’entrata della Francia in Africa e la svendita di ciò che resta del nostro apparato industriale a Francia, Germania e Cina». E gli Stati Uniti acconsentono? «Gli americani un po’ non capiscono, un po’ sono divisi», sostiene Sapelli. «Trump è sotto scacco per lo stesso motivo di Salvini, per avere aperto alla Russia. In più sono divisi tra la componente Bush-clintoniana, ispirata dal globalismo finanziario esasperato, e quella del gruppo che sostiene Trump».

L’Italia ha chiuso, quindi? Siamo finiti, come paese? «L’unica speranza sono le piccole e medie imprese, però devono capire quello che sta accadendo», dice Sapelli. «Soprattutto devono capire che non possono esistere da sole, anche se da sole hanno fatto miracoli». Bisogna che le piccole imprese italiane «si impegnino per salvare un segmento delle grandi imprese e per cambiare la politica economica europea». Una rappresentanza politica ce l’hanno già: è la Lega. «Non hanno ancora afferrato, però, che in questa guerra non si fanno prigionieri». Il Nord, cioè il bacino elettorale di Salvini, produce l’80% del nostro Pil. Impossibile sperare in una proiezione nazionale? «L’Italia avrebbe dovuto fare come Polonia, Bulgaria, Ungheria», dice ancora Sapelli: «Ognuno di questi paesi ha superato le divisioni politiche interne e ha trattato con l’Europa da paese unito. Noi invece abbiamo mancato tutti gli appuntamenti che potevano aiutarci in questa direzione, dal contrasto al terrorismo alla stagflazione. E abbiamo fallito perché l’Italia continua ad essere un paese di compagnie di ventura».

Se i 5 Stelle suscitano raccapriccio per il loro scandaloso voltafaccia, come definire il Pd? «Un insieme di cacicchi l’un contro l’altro armati, con una compagnia di ventura egemone, quella di Renzi». Altri pericoli in vista: «M5S e Pd vanno assimilandosi, perché anche nel Pd la base sociale e quella territoriale si vanno estinguendo», ragiona Sapelli. «Zingaretti, invece di sostenere il nuovo governo, avrebbe potuto dedicarsi a una rifondazione territoriale. Non lo farà: e questo sarà la fine, del Pd e sua». Resta solo la Lega, a quanto pare, a tifare Italia. «L’unica speranza è che oltre alle piccole medie imprese intercetti e rappresenti la borghesia nazionale. Il problema della Lega – aggiunge Sapelli – è che non ha un pensiero politico», almeno per ora. Ma la lettura dello scempio in corso resta incompleta, se non si considera l’azione del Papa: «Il Vaticano ha svolto un ruolo fondamentale, che andrà approfondito», precisa Sapelli. «Abbiamo assistito a un ritorno della religione in politica, dissimulato da preoccupazioni sociali e teologiche. Il mio caro vecchio Péguy si rivolta nella tomba», aggiunge il professore, riferendosi allo scrittore francese Charles Péguy, cattolico ma inviso all’alto clero per la sua opposizione all’ingerenza ecclesiastica nell’attività politica. Per Sapelli, nel concorrere alla caduta di Salvini, Bergoglio ha commesso un azzardo: «La Chiesa deve stare attenta – chiosa il professore – perché l’adesione alla società dei diritti potrebbe esserle fatale».

Fonte: Articolo de “Libre”

Manifestazione del 28 Giugno 2019 organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Comunicato ufficiale della manifestazione del 28 Giugno 2019 organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Apologia e qualificazione del presidio di venerdì 28 giugno 2019

Forlì, 25 Giugno 2019

Alla cortese attenzione di

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Oggetto: Manifestazione per la rimozione del pericoloso tetto in cemento-amianto sito in via Maurizio Bufalini 34.

Gentili destinatari,

Con la presente vi comunichiamo  che venerdì 28 giugno 2019, alle ore 18:30, terremo un presidio nel comune di Forlì, in Piazza Saffi. Questa manifestazione è organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii di cui Jacopo Conficconi è il referente territoriale e portavoce, e vedrà la presenza di altri cittadini che in forma libera parteciperanno all’evento. Ci saranno anche esponenti del movimento politico CasaPound Italia e della collegata associazione giovanile Blocco Studentesco.

Da tali organizzazioni, che ho contattato precedentemente illustrandogli il problema in oggetto, ho richiesto ed ottenuto supporto logistico e organizzativo. La stessa richiesta l’ho effettuata anche ad altri partiti e movimenti politici nel corso di diversi anni, senza però ottenere alcun tipo di riscontro pratico e concreto, ad eccezione del Movimento 5 Stelle.

Tengo a precisare che durante tutto il corso dell’evento non verranno comunque esposti simboli riconducibili a partiti politici. Quindi questa manifestazione non sarà in alcun modo riconducibile a nessuna organizzazione politica.

All’evento saranno comunque benvenuti tutti i cittadini, di qualunque partito ed ideologia. Il presidio ha l’ambizione di coinvolgere i forlivesi in virtù dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana, che legifera la pari dignità sociale ed eguaglianza dinnanzi alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Per questo motivo gli inviti alla partecipazione dello stesso saranno spediti a tutti gli schieramenti politici, senza distinzione alcuna. A titolo cautelativo invito le forze di pubblica sicurezza a presenziare alla manifestazione, per poter garantire la sicurezza e l’incolumità fisica di tutti i presenti, nonché il diritto alla libertà di manifestazione senza alcun tipo di impedimento o provocazione da parte di elementi esterni.

Scopo unico del presidio è quello di richiedere al neo sindaco Gian Luca Zattini, e a tutta la giunta comunale, un pronto intervento al riguardo della pericolosa situazione in corso in Via M. Bufalini, dove un tetto in cemento-amianto versa in stato di cattiva conservazione, e persino con evidenti segni di rottura ed usura. Una situazione di pericolo per la salute pubblica dei residenti e di chi, nella zona, lavora o trascorre diverso tempo.

I principi ispiratori dell’evento sono rappresentati dal concetto di giusnaturalismo di John Locke (29/08/1632- 8/10/1704), Ugo Crozio (10/04/1583- 28/08/1645) e Alberico Gentili (14/01/1552- 19/06/1608).  Lo scopo del presidio sarà quello di rammentare al nuovo sindaco l’importanza del “contratto sociale”, e l’impegno del sovrano a tutela del Diritto alla Vita, diritto che la presenza del tetto in cemento-amianto sta pericolosamente attentando e contravvenendo (ultimo elemento riferito al Contratto Sociale). Utile ricordare come il predecessore del sindaco Zattini, tale Davide Drei, abbia palesemente violato questo “Contratto Sociale” mettendo a repentaglio il Diritto alla Vita dei suoi concittadini. A ragion veduta è dovere dei cittadini, in virtù dei fondamenti giusnaturalisti, resistere al giogo dell’arbitrarietà dei potenti (Diritto alla Ribellione) e all’indifferenza verso la res publica perpetrata dalla precedente giunta comunale, e dagli organi preposti al controllo.

Il cemento-amianto è un materiale brevettato e scoperto in un paese straniero rispetto alla patria italica, quindi l’impegno del presidio è anche quello di ricordare ai nostri concittadini il fondamento dell’articolo 52 della Costituzione della Repubblica Italiana Comma I “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Lo ricorderemo manifestando ed esponendo pubblicamente un’unica bandiera, quella della Patria Nostra: il Tricolore Italico. Rammento a tale scopo l’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

Ricordo infine come il presidio da me organizzato non intende in alcun modo istigare, indurre o esortare l’attuazione di condotte vietate dalla legge vigente. Io sottoscritto Jacopo Conficconi non mi assumo nessuna responsabilità per privati o pubblici cittadini, qualora dovessero commettere partecipando all’evento comportamenti impropri ed illegali per le leggi vigenti. (articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana comma I “La responsabilità penale è personale”).

Jacopo Conficconi Responsabile Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Comunicato non ufficiale della manifestazione del 28 Giugno 2019 organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Apologia e qualificazione del presidio di venerdì 28 giugno 2019

Io sottoscritto Jacopo Conficconi nato a Bologna il 13/12/1988 residente e domiciliato a Forlì dichiaro quanto segue:

“Il giorno 28 giugno 2019 alle ore 18:30 si terrà un presidio in Piazza Saffi nel Comune di Forlì. Il presidio sarà organizzato da me medesimo e vedrà quasi certamente la presenza di cittadini che in forma libera parteciperanno al suddetto evento. Ci saranno anche esponenti del gruppo politico appartenente a Casa Pound, e dell’associazione studentesca italiana di ispirazione neofascista denominata Blocco Studentesco che da me contattati precedentemente all’evento sottoscritto mi hanno aiutato nella logistica e nell’organizzazione del suddetto presidio. Tengo a rimarcare come costoro (dopo accordi preventivi presi da me medesimo in forma orale in contesto privato) abbiano acconsentito a partecipare all’evento senza per il futuro dell’evento esplicitare in alcun modo in pubblico alcun simbolo del disciolto partito fascista o – all’emanazione della Legge n. 1024 del 13 luglio 1939- XVII (Gazzetta Ufficiale del 27 luglio 1939), Norme integrative del Regio decreto-legge 17 novembre 1938-XVI, n.1728, sulla difesa della razza italiana – che possa ricondurre a discriminazioni razziali o in qualche maniera provocare turbamento in altri cittadini che per ragioni dovute alla professione, al caso, o alla necessità transitassero o si dovessero accidentalmente trovare nei pressi del presidio. Tengo inoltre inequivocabilmente a rimarcare come costoro (sempre dopo accordi preventivi presi da me medesimo in forma orale in contesto privato) abbiano acconsentito a non esporre bandiere, simboli (tatuaggi compresi) di alcun tipo che possano ricondurre la propria appartenenza ad un qualsiasi gruppo od ideologia di matrice neofascista. Per di più è da considerare come violazione del “contratto sociale” tra le nostre stesse parti qualunque manifestazione espressa anche in forma verbale che inneggi al disciolto partito fascista e che altresì mostri attraverso la mimica del corpo umano taluni simboli riconducibili al disciolto partito fascista.

Inoltre tendo a rimarcare come all’evento possano partecipare in qualità di fruitori, qualsiasi cittadino di un qualunque partito ed ideologia anche immancabilmente differente a livello ideologico da quella di Casa Pound e dell’associazione studentesca italiana denominata Blocco Studentesco. L’evento in sé è un presidio aperto a tutti i cittadini in virtù dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana che legifera la pari dignità sociale ed eguaglianza dinnanzi alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Per l’appunto gli inviti alla partecipazione saranno mandati a tutti gli schieramenti politici anche a quelli dell’estrema sinistra. Onde evitare scontri o l’infiltrazione di elementi facinorosi o anarco- insurrezionalisti appartenenti alla ben nota frangia dei Black Block invito le forze di pubblica sicurezza a prestare la massima attenzione e a poter garantire la sicurezza e l’incolumità fisica di tutti i presenti all’evento; nonché l’immediato allontanamento ed identificazione di qualunque individuo manifesti o inneggi a comportamenti di natura criminosa violando le ultime normative legiferate in merito al Decreto Sicurezza Legge n. 53 del 14 giungo 2019 in materia di ordine e sicurezza pubblica.

Delineo ora lo spirito ed i principi ispiratori del presidio che si terrà.

I principi ispiratori dell’evento sono rappresentati dal concetto di giusnaturalismo di John Locke (29/08/1632- 8/10/1704), Ugo Crozio (10/04/1583- 28/08/1645) e Alberico Gentili (14/01/1552- 19/06/1608).  Lo scopo del presidio sarà quello di rammentare all’attuale sovrano in carica nel Comune di Forlì in qualità di sindaco tale Gian Luca Zattini l’importanza del “contratto sociale” e l’impegno del sovrano a tutela del Diritto alla Vita che la presenza di un tetto provvisto in cemento-amianto sito in Forlì in via Maurizio Bufalini n.34 al momento attuale sta pericolosamente attentando e contravvenendo (ultimo elemento riferito al Contratto Sociale). Si rammenterà anche come il predecessore del sindaco Zattini tale Davide Drei abbia palesemente violato questo “Contratto Sociale” mettendo a repentaglio il Diritto alla Vita dei suoi concittadini. A ragion veduta è nostro dovere di cittadini in virtù dei fondamenti giusnaturalisti resistere (Diritto alla Ribellione) al giogo dell’arbitrarietà dei potenti e all’indifferenza verso la res publica che la precedente giunta comunale capitanata da Davide Drei e gli organi preposti al controllo hanno rappresentato e rappresentano. Siccome il cemento-amianto è un materiale brevettato e scoperto in un paese straniero rispetto alla patria italica; l’impegno del presidio è quello di ricordare ai nostri concittadini il fondamento dell’articolo 52 della Costituzione della Repubblica Italiana Comma I “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Ciò ritengo lo si potrà rammentare manifestando ed esponendo pubblicamente durante il presidio un’unica bandiera, quella della Patria Nostra: il Tricolore Italico. Rammento a tale scopo l’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

Ricordo infine come il presidio da me organizzato non intende in alcun modo istigare, indurre o esortare l’attuazione di condotte vietate dalla legge vigente. Io sottoscritto Jacopo Conficconi non mi assumo nessuna responsabilità per privati o pubblici cittadini che qualora dovessero commettere partecipando all’evento comportamenti impropri ed illegali alle leggi vigenti. Terminando ricordo a tutti i futuri presenti dell’evento suddetto l’articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana comma I “La responsabilità penale è personale”. “

Volantino della manifestazione

L’Ufficio Speciale antiamianto Forum Livii ringrazia i membri di Casa Pound e dell’associazione studentesca italiana denominata Blocco Studentesco per essersi fatti carico dell’onere finanziario dello striscione della manifestazione del 28 Giugno 2019 e della stampa di diverse centinaia di copie del volantino  come forma di solidarietà nella lotta contro il nemico straniero e terrorista del cemento-amianto.

Volantino di sensibilizzazione sul cemento-amianto in via Bufalini

Immagini della manifestazione

Questo video lo dedico a chi sostiene che l’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livi non ha diritto di scendere in piazza a manifestare pacificamente per la tutela del diritto alla vita e della salute anche insieme a Casa Pound e ai ragazzi di Blocco Studentesco.

I detrattori a ragion di ciò ritengono che il nostro messaggio non riesca a raggiungere l’obiettivo prefissato in quanto Casa Pound e Blocco Studentesco sono dei pericolosi fascisti-zeloti, che vanno fermati a qualunque costo.

Beh, per ora non sono ancora riusciti a fermare la libertà di manifestare.

Visto che Giulio Tremonti e Angelino Perrino non sono mai stati perseguitati o imputati per le loro ideologie socio-politico-economiche non comprendiamo ne condividiamo l’ostilità nei riguardi di chi manifesta per chiedere il diritto alla tutela della vita, della salute e della sicurezza della res publica.

Commento dal video da parte di il reporter indignato

Nella splendida dimora del Gran Palace Visconti, dal sapore mitteleuropeo, i giovani di Casapound hanno combinato un incontro singolare , quasi un seminario o un master, col prof. Tremonti, sulla grande disillusione europea. L’occasione è l’uscita dell’ultimo libro di Giulio Tremonti, Mundus Furiosius, un manuale di resistenza alla crisi . Presenziava al master il direttore di affari italiani, Angelo Perrino. Un mondo e una Europa dipinta a tasso zero, nel libro di Tremonti: che auspica il ritorno alla separazione tra attività bancaria e attività speculativa; “ È così che nel 1933 nasce il Glass-Steagall Act, basato sul principio di separazione della banca produttiva o essenziale, la banca che usa i risparmi raccolti solo per finanziare l’attività produttiva, e alla quale viene vietata l’attività speculativa. Principio che in seguito è stato disastrosamente abrogato prima, nel 1999, negli USA, poi, negli anni successivi, in Europa e nel resto del mondo”, scrive Tremonti. Molte le pagine dedicate a questo tema:”Anni fa il governatore della Banca d’Inghilterra (Mervyn King), in una conferenza organizzata dalla British Broad- casting Corporation (BBC), ha dichiarato: «Non costruiamo centrali nucleari vicino ad aree densamente popolate e quindi non dobbiamo consentire che l’attività essenziale di una banca e gli investimenti a rischio vengano condotti nella stessa banca “troppo grande per fallire”. La separazione è essenziale per rendere più sicura la nostra economia». E oggi, si aggiunge, per evitare che i rischi di esplosione che si verificano in una banca che è troppo grande per fallire siano pagati per salvarla dai risparmiatori o dai contribuenti, in un sistema che privatizza i profitti e che socializza le perdite speculative. Il rischio? “che si scatenino, forze che possono portare l’Europa a forme di tirannia nuovissime, anzi vecchissime, come fu per Weimar dopo il ’29. Oggi in Europa vedo una dissoluzione stile Bisanzio” Un altro tema caro a Tremonti è quello della immigrazione.” Stime attendibili indicano la presenza nell’Africa cosiddetta subsahariana di circa 200 milioni di persone disposte a prendere in considerazione l’ipotesi della migrazione.Un’ipotesi possibile, un’ipotesi di sviluppo nei Paesi di origine: «Aiutiamoli a casa loro». Ma è stata un’ipotesi che allora l’Europa ha miopemente rigettato, in nome del suo egoismo «fiscale».”Un libro pessimista: conclude Tremonti, “si è sempre detto: «Pecunia regina mundi». E certo mai come oggi la finanza è regina, ma regina che regna su di un reame che degenera indirizzandosi verso la sua autodistruzione. Oggi, proprio un tipo come Eliogabalo pare essere la figura più rappresentativa ed esponenziale della nuova e fluida specie dell’homo europaeus” . A lezione conclusa, i giovani allievi si sono accalcati intorno al docente tra i velluti soffusi dell’asbugico hotel che richiama un poco anche i salotti dei ritrovi della Belle epoque a Wiesbaden, prima della tragedia della grande guerra.