Casapound manifesta in piazza Saffi per una palazzina col pericolo amianto

Forlì, 29 Giugno 2019 – Casapound ha manifestato in piazza Saffi a Forlì per l’amianto. “Il tetto in cemento-amianto della palazzina di via Bufalini 34 a Forlì – si legge nel comunicato – è danneggiato da diversi anni e può creare problemi alla salute dei cittadini. Le fibre di amianto che si sprigionano dall’eternit rovinato del tetto, possono cadere ovunque nei paraggi di quell’edificio, in una zona densamente abitata e molto frequentata, posta tra i Musei San Domenico e la scuola elementare Diego Fabbri. Il nostro primo esposto (aprile 2017) è stato archiviato e tutte le nostre successive segnalazioni all’Ausl, Vigili del Fuoco, ex Amministrazione Comunale, all’ex sindaco Drei sono caduti nel vuoto. Ora ci appelliamo al nuovo sindaco Gian Luca Zattini affinchè intervenga con urgenza“.

Fonte: Articolo de “4Live”

Manifestazione del 28 Giugno 2019 organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Comunicato ufficiale della manifestazione del 28 Giugno 2019 organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Apologia e qualificazione del presidio di venerdì 28 giugno 2019

Forlì, 25 Giugno 2019

Alla cortese attenzione di

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Oggetto: Manifestazione per la rimozione del pericoloso tetto in cemento-amianto sito in via Maurizio Bufalini 34.

Gentili destinatari,

Con la presente vi comunichiamo  che venerdì 28 giugno 2019, alle ore 18:30, terremo un presidio nel comune di Forlì, in Piazza Saffi. Questa manifestazione è organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii di cui Jacopo Conficconi è il referente territoriale e portavoce, e vedrà la presenza di altri cittadini che in forma libera parteciperanno all’evento. Ci saranno anche esponenti del movimento politico CasaPound Italia e della collegata associazione giovanile Blocco Studentesco.

Da tali organizzazioni, che ho contattato precedentemente illustrandogli il problema in oggetto, ho richiesto ed ottenuto supporto logistico e organizzativo. La stessa richiesta l’ho effettuata anche ad altri partiti e movimenti politici nel corso di diversi anni, senza però ottenere alcun tipo di riscontro pratico e concreto, ad eccezione del Movimento 5 Stelle.

Tengo a precisare che durante tutto il corso dell’evento non verranno comunque esposti simboli riconducibili a partiti politici. Quindi questa manifestazione non sarà in alcun modo riconducibile a nessuna organizzazione politica.

All’evento saranno comunque benvenuti tutti i cittadini, di qualunque partito ed ideologia. Il presidio ha l’ambizione di coinvolgere i forlivesi in virtù dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana, che legifera la pari dignità sociale ed eguaglianza dinnanzi alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Per questo motivo gli inviti alla partecipazione dello stesso saranno spediti a tutti gli schieramenti politici, senza distinzione alcuna. A titolo cautelativo invito le forze di pubblica sicurezza a presenziare alla manifestazione, per poter garantire la sicurezza e l’incolumità fisica di tutti i presenti, nonché il diritto alla libertà di manifestazione senza alcun tipo di impedimento o provocazione da parte di elementi esterni.

Scopo unico del presidio è quello di richiedere al neo sindaco Gian Luca Zattini, e a tutta la giunta comunale, un pronto intervento al riguardo della pericolosa situazione in corso in Via M. Bufalini, dove un tetto in cemento-amianto versa in stato di cattiva conservazione, e persino con evidenti segni di rottura ed usura. Una situazione di pericolo per la salute pubblica dei residenti e di chi, nella zona, lavora o trascorre diverso tempo.

I principi ispiratori dell’evento sono rappresentati dal concetto di giusnaturalismo di John Locke (29/08/1632- 8/10/1704), Ugo Crozio (10/04/1583- 28/08/1645) e Alberico Gentili (14/01/1552- 19/06/1608).  Lo scopo del presidio sarà quello di rammentare al nuovo sindaco l’importanza del “contratto sociale”, e l’impegno del sovrano a tutela del Diritto alla Vita, diritto che la presenza del tetto in cemento-amianto sta pericolosamente attentando e contravvenendo (ultimo elemento riferito al Contratto Sociale). Utile ricordare come il predecessore del sindaco Zattini, tale Davide Drei, abbia palesemente violato questo “Contratto Sociale” mettendo a repentaglio il Diritto alla Vita dei suoi concittadini. A ragion veduta è dovere dei cittadini, in virtù dei fondamenti giusnaturalisti, resistere al giogo dell’arbitrarietà dei potenti (Diritto alla Ribellione) e all’indifferenza verso la res publica perpetrata dalla precedente giunta comunale, e dagli organi preposti al controllo.

Il cemento-amianto è un materiale brevettato e scoperto in un paese straniero rispetto alla patria italica, quindi l’impegno del presidio è anche quello di ricordare ai nostri concittadini il fondamento dell’articolo 52 della Costituzione della Repubblica Italiana Comma I “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Lo ricorderemo manifestando ed esponendo pubblicamente un’unica bandiera, quella della Patria Nostra: il Tricolore Italico. Rammento a tale scopo l’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

Ricordo infine come il presidio da me organizzato non intende in alcun modo istigare, indurre o esortare l’attuazione di condotte vietate dalla legge vigente. Io sottoscritto Jacopo Conficconi non mi assumo nessuna responsabilità per privati o pubblici cittadini, qualora dovessero commettere partecipando all’evento comportamenti impropri ed illegali per le leggi vigenti. (articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana comma I “La responsabilità penale è personale”).

Jacopo Conficconi Responsabile Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Comunicato non ufficiale della manifestazione del 28 Giugno 2019 organizzata dall’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livii

Apologia e qualificazione del presidio di venerdì 28 giugno 2019

Io sottoscritto Jacopo Conficconi nato a Bologna il 13/12/1988 residente e domiciliato a Forlì dichiaro quanto segue:

“Il giorno 28 giugno 2019 alle ore 18:30 si terrà un presidio in Piazza Saffi nel Comune di Forlì. Il presidio sarà organizzato da me medesimo e vedrà quasi certamente la presenza di cittadini che in forma libera parteciperanno al suddetto evento. Ci saranno anche esponenti del gruppo politico appartenente a Casa Pound, e dell’associazione studentesca italiana di ispirazione neofascista denominata Blocco Studentesco che da me contattati precedentemente all’evento sottoscritto mi hanno aiutato nella logistica e nell’organizzazione del suddetto presidio. Tengo a rimarcare come costoro (dopo accordi preventivi presi da me medesimo in forma orale in contesto privato) abbiano acconsentito a partecipare all’evento senza per il futuro dell’evento esplicitare in alcun modo in pubblico alcun simbolo del disciolto partito fascista o – all’emanazione della Legge n. 1024 del 13 luglio 1939- XVII (Gazzetta Ufficiale del 27 luglio 1939), Norme integrative del Regio decreto-legge 17 novembre 1938-XVI, n.1728, sulla difesa della razza italiana – che possa ricondurre a discriminazioni razziali o in qualche maniera provocare turbamento in altri cittadini che per ragioni dovute alla professione, al caso, o alla necessità transitassero o si dovessero accidentalmente trovare nei pressi del presidio. Tengo inoltre inequivocabilmente a rimarcare come costoro (sempre dopo accordi preventivi presi da me medesimo in forma orale in contesto privato) abbiano acconsentito a non esporre bandiere, simboli (tatuaggi compresi) di alcun tipo che possano ricondurre la propria appartenenza ad un qualsiasi gruppo od ideologia di matrice neofascista. Per di più è da considerare come violazione del “contratto sociale” tra le nostre stesse parti qualunque manifestazione espressa anche in forma verbale che inneggi al disciolto partito fascista e che altresì mostri attraverso la mimica del corpo umano taluni simboli riconducibili al disciolto partito fascista.

Inoltre tendo a rimarcare come all’evento possano partecipare in qualità di fruitori, qualsiasi cittadino di un qualunque partito ed ideologia anche immancabilmente differente a livello ideologico da quella di Casa Pound e dell’associazione studentesca italiana denominata Blocco Studentesco. L’evento in sé è un presidio aperto a tutti i cittadini in virtù dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana che legifera la pari dignità sociale ed eguaglianza dinnanzi alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Per l’appunto gli inviti alla partecipazione saranno mandati a tutti gli schieramenti politici anche a quelli dell’estrema sinistra. Onde evitare scontri o l’infiltrazione di elementi facinorosi o anarco- insurrezionalisti appartenenti alla ben nota frangia dei Black Block invito le forze di pubblica sicurezza a prestare la massima attenzione e a poter garantire la sicurezza e l’incolumità fisica di tutti i presenti all’evento; nonché l’immediato allontanamento ed identificazione di qualunque individuo manifesti o inneggi a comportamenti di natura criminosa violando le ultime normative legiferate in merito al Decreto Sicurezza Legge n. 53 del 14 giungo 2019 in materia di ordine e sicurezza pubblica.

Delineo ora lo spirito ed i principi ispiratori del presidio che si terrà.

I principi ispiratori dell’evento sono rappresentati dal concetto di giusnaturalismo di John Locke (29/08/1632- 8/10/1704), Ugo Crozio (10/04/1583- 28/08/1645) e Alberico Gentili (14/01/1552- 19/06/1608).  Lo scopo del presidio sarà quello di rammentare all’attuale sovrano in carica nel Comune di Forlì in qualità di sindaco tale Gian Luca Zattini l’importanza del “contratto sociale” e l’impegno del sovrano a tutela del Diritto alla Vita che la presenza di un tetto provvisto in cemento-amianto sito in Forlì in via Maurizio Bufalini n.34 al momento attuale sta pericolosamente attentando e contravvenendo (ultimo elemento riferito al Contratto Sociale). Si rammenterà anche come il predecessore del sindaco Zattini tale Davide Drei abbia palesemente violato questo “Contratto Sociale” mettendo a repentaglio il Diritto alla Vita dei suoi concittadini. A ragion veduta è nostro dovere di cittadini in virtù dei fondamenti giusnaturalisti resistere (Diritto alla Ribellione) al giogo dell’arbitrarietà dei potenti e all’indifferenza verso la res publica che la precedente giunta comunale capitanata da Davide Drei e gli organi preposti al controllo hanno rappresentato e rappresentano. Siccome il cemento-amianto è un materiale brevettato e scoperto in un paese straniero rispetto alla patria italica; l’impegno del presidio è quello di ricordare ai nostri concittadini il fondamento dell’articolo 52 della Costituzione della Repubblica Italiana Comma I “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Ciò ritengo lo si potrà rammentare manifestando ed esponendo pubblicamente durante il presidio un’unica bandiera, quella della Patria Nostra: il Tricolore Italico. Rammento a tale scopo l’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

Ricordo infine come il presidio da me organizzato non intende in alcun modo istigare, indurre o esortare l’attuazione di condotte vietate dalla legge vigente. Io sottoscritto Jacopo Conficconi non mi assumo nessuna responsabilità per privati o pubblici cittadini che qualora dovessero commettere partecipando all’evento comportamenti impropri ed illegali alle leggi vigenti. Terminando ricordo a tutti i futuri presenti dell’evento suddetto l’articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana comma I “La responsabilità penale è personale”. “

Volantino della manifestazione

L’Ufficio Speciale antiamianto Forum Livii ringrazia i membri di Casa Pound e dell’associazione studentesca italiana denominata Blocco Studentesco per essersi fatti carico dell’onere finanziario dello striscione della manifestazione del 28 Giugno 2019 e della stampa di diverse centinaia di copie del volantino  come forma di solidarietà nella lotta contro il nemico straniero e terrorista del cemento-amianto.

Volantino di sensibilizzazione sul cemento-amianto in via Bufalini

Immagini della manifestazione

Questo video lo dedico a chi sostiene che l’Ufficio Speciale Antiamianto Forum Livi non ha diritto di scendere in piazza a manifestare pacificamente per la tutela del diritto alla vita e della salute anche insieme a Casa Pound e ai ragazzi di Blocco Studentesco.

I detrattori a ragion di ciò ritengono che il nostro messaggio non riesca a raggiungere l’obiettivo prefissato in quanto Casa Pound e Blocco Studentesco sono dei pericolosi fascisti-zeloti, che vanno fermati a qualunque costo.

Beh, per ora non sono ancora riusciti a fermare la libertà di manifestare.

Visto che Giulio Tremonti e Angelino Perrino non sono mai stati perseguitati o imputati per le loro ideologie socio-politico-economiche non comprendiamo ne condividiamo l’ostilità nei riguardi di chi manifesta per chiedere il diritto alla tutela della vita, della salute e della sicurezza della res publica.

Commento dal video da parte di il reporter indignato

Nella splendida dimora del Gran Palace Visconti, dal sapore mitteleuropeo, i giovani di Casapound hanno combinato un incontro singolare , quasi un seminario o un master, col prof. Tremonti, sulla grande disillusione europea. L’occasione è l’uscita dell’ultimo libro di Giulio Tremonti, Mundus Furiosius, un manuale di resistenza alla crisi . Presenziava al master il direttore di affari italiani, Angelo Perrino. Un mondo e una Europa dipinta a tasso zero, nel libro di Tremonti: che auspica il ritorno alla separazione tra attività bancaria e attività speculativa; “ È così che nel 1933 nasce il Glass-Steagall Act, basato sul principio di separazione della banca produttiva o essenziale, la banca che usa i risparmi raccolti solo per finanziare l’attività produttiva, e alla quale viene vietata l’attività speculativa. Principio che in seguito è stato disastrosamente abrogato prima, nel 1999, negli USA, poi, negli anni successivi, in Europa e nel resto del mondo”, scrive Tremonti. Molte le pagine dedicate a questo tema:”Anni fa il governatore della Banca d’Inghilterra (Mervyn King), in una conferenza organizzata dalla British Broad- casting Corporation (BBC), ha dichiarato: «Non costruiamo centrali nucleari vicino ad aree densamente popolate e quindi non dobbiamo consentire che l’attività essenziale di una banca e gli investimenti a rischio vengano condotti nella stessa banca “troppo grande per fallire”. La separazione è essenziale per rendere più sicura la nostra economia». E oggi, si aggiunge, per evitare che i rischi di esplosione che si verificano in una banca che è troppo grande per fallire siano pagati per salvarla dai risparmiatori o dai contribuenti, in un sistema che privatizza i profitti e che socializza le perdite speculative. Il rischio? “che si scatenino, forze che possono portare l’Europa a forme di tirannia nuovissime, anzi vecchissime, come fu per Weimar dopo il ’29. Oggi in Europa vedo una dissoluzione stile Bisanzio” Un altro tema caro a Tremonti è quello della immigrazione.” Stime attendibili indicano la presenza nell’Africa cosiddetta subsahariana di circa 200 milioni di persone disposte a prendere in considerazione l’ipotesi della migrazione.Un’ipotesi possibile, un’ipotesi di sviluppo nei Paesi di origine: «Aiutiamoli a casa loro». Ma è stata un’ipotesi che allora l’Europa ha miopemente rigettato, in nome del suo egoismo «fiscale».”Un libro pessimista: conclude Tremonti, “si è sempre detto: «Pecunia regina mundi». E certo mai come oggi la finanza è regina, ma regina che regna su di un reame che degenera indirizzandosi verso la sua autodistruzione. Oggi, proprio un tipo come Eliogabalo pare essere la figura più rappresentativa ed esponenziale della nuova e fluida specie dell’homo europaeus” . A lezione conclusa, i giovani allievi si sono accalcati intorno al docente tra i velluti soffusi dell’asbugico hotel che richiama un poco anche i salotti dei ritrovi della Belle epoque a Wiesbaden, prima della tragedia della grande guerra.

Puntata 314, PODCAST e PLAYLIST (Francesco Borgonovo, Daniele Cataldi 28-05-2019)

27 Maggio 2019 – Trentatreesima puntata stagionale per Border Nights – La notte ai confini in diretta dalle 22 su Web Radio Network e poi in podcast su Spreaker, YouTube, Spotify, Itunes. In apertura parleremo dei rischi legati all’amianto poi saranno con noi Francesco Borgonovo per raccontarci cosa si nasconde dietro il fenomeno femminista ed il ricercatore Daniele Cataldi con il quale torneremo a parlare di terremoti.

In partura di trasmissione sarà con noi Jacopo Conficconi, giovane attivista impegnato in Romagna per tutelare la popolazione dai rischi legati all’amianto. Insieme ad altri giovani ha combattuto la presenza di un tetto in eternit nei pressi di una scuola elementare ed ora ha dato vita al sito https://www.amiantoforli.it/

L’altra faccia del Femminismo: Francesco Borgonovo

Nella prima parte sarà con noi Francesco Borgonovo, vicedirettore del quotidiano La Verità ed autore de “L’era delle streghe – Cronache dalla guerra del sesso”.  “Intrappolati nell’era in cui oggetti e persone acquistano valore solo attraverso la distruzione dell’opposto, o, peggio, del complementare, eccoci giunti alla narrazione della grande madre. Le donne sono vittime di violenze intollerabili (tali solo se a commetterle sono connazionali)? Occorre distruggere il maschio, la sua funzione, il suo ruolo, la sua virilità. Poco importa che i numeri, che la cronaca ci fornisce, non supportino la soluzione individuata. Poco importa se le moderne eroine del #metoo tutto siano fuorché eroine. Tutto si può al fine di distruggere il complementare, il maschio, simbolo di violenza e sopraffazione (soprattutto se bianco e occidentale). […] Ma la risposta alla domanda “tutta questa guerra ha contribuito alla emancipazione, alla creazione di pari opportunità, alla “liberazione” delle donne?” fuoriesce impietosa da questo libro. La rivoluzione voluta dalle femministe che idolatravano i monologhi della vagina si è rivelata un colpo di stato a beneficio di poche elette, che poco condividono dei quotidiani affanni femminili”. Nel corso del colloquio non mancheranno riferimenti all’attualità.

Terremoti ed elettromagnetismo: Daniele Cataldi

Nella seconda parte torneremo a parlare di nuove ricerche legate allo studio dei terremoti insieme a Daniele Cataldi. Fondatore dell’LTPA Observer Project (2007), fondatore del Radio Emissions Project (2008-2009) (www.ltpaobserverproject.com), un progetto di ricerca scientifica, che si occupa dello studio e della ricerca sui fenomeni pre-sismici di origine elettromagnetica (SEPs), oltre che dello studio degli LTPA – Luminous Transient Phenomena in the Atmosphere, ovvero dei fenomeni luminosi transitori visibili nell’atmosfera terrestre. È, all’interno di tale progetto da lui fondato: responsabile del monitoraggio del sistema RDF – Radio Direction Finding, sviluppato del Radio Emissions Project, sia a livello nazionale che internazionale. È fondatore e sviluppatore della rete di monitoraggio mondiale del Radio Emissions Project (Radio Emissions Project Network). ​È Coordinatore e portavoce del gruppo di ricerca a livello nazionale ed internazionale. Autore unico e coautore di opere letterarie sui temi trattati dal gruppo di ricerca. Studioso del fenomeno U.F.O. e dei fenomeni L.T.P.A. (sottoprogetti di ricerca: IR-Project e VISUAL Project), appassionato e studiosi di entomologia e delle tematiche di carattere scientifico. Astrofilo, e Radioamatore nella banda dei 27 MHz. Escursionista, appassionato e ricercatore nel campo dell’archeologia misteriosa, megalitismo e documentarista. Studioso della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), studioso e ricercatore nel campo della coscienza e della simulazione mentale.

Le rubriche di Border Nights

Nel corso della puntata la  rubrica di Federica Francesconi  “Sulle ali di Hermes”. La puntata sarà arricchita dalla ruota libera conPaolo Franceschetti,  La Campana dello zio Tom, con Tom Bosco, Astri&Fatti con Germana Accorsi,  lo spazio autore delle Edizioni Il Punto d’Incontro ed il Balloon Menù con Martina Valsesia. Torneranno anche la scheda del Maestro di Dietrologia, la biblioteca di Barbara Marchand e Manuele Baciarelli con l’ennearamma biologico.

Playlist:

Nale – Panorama

Francesco De Gregori – La donna cannone

Seven 24, Soty & Jama – Hope (Vocal Mix)

The Police – Murder by numbers

The future sound of London – Cascade

Roberta Kelly – Zodiac

Roger Shah feat. Moya Brennan – Morning Star

Sade – Flower Of The Universe

July Child – It Feels So Good (Dj Kapral Cover Mix)

Raf – Cosa resterà degli anni ’80

Jacopo Conficconi singolo intervento

Border Nights  Puntata 314 versione integrale

Trattamento dei rapporti di tossicodipendenze. L’esportazione del metodo Vancouver.

Autore: Jacopo Conficconi Matricola: 294515
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
Laurea Magistrale in Gestione delle Politiche, dei Servizi Sociali e della Mediazione Interculturale
LM 87 classe delle lauree magistrali in servizio sociale e politiche sociali
Relazione inerente la disciplina formativa: Genere, Lavoro e Partecipazione Sociale
Anno Accademico 2018/2019

Introduzione

Il seguente breve saggio è nato dall’immaginazione di una replica in chiave italiana di un modello esplicativo di aiuto per persone tossicodipendenti, all’interno di un contesto urbano disagiato ma a loro famigliare. Tale prototipo trova applicazione all’interno della nazione Canada, e più precisamente all’interno dello Stato del British Columbia nella città di Vancouver nel quartiere Downtown Eastside. Il progetto canadese dal quale mi ispiro è nato nel 1997 con lo scopo di fronteggiare l’enorme piaga dell’eroina all’interno del quartiere precedentemente accennato. Prima di entrare a descrivere codesto modello voglio però raccontare una mia personale storia, che sono sicuro e spero il lettore voglia apprezzare.

Mi sono personalmente recato in Canada nella città di Vancouver nell’agosto del 2012 per turismo insieme a mia sorella ed ai miei genitori.

In quei giorni ho visitato la città Vancouver e posso tranquillamente affermare l’esistenza ed il forte degrado di una particolare area metropolitana. Mi riferisco per l’appunto a Downtown Eastside, meglio conosciuto a Vancouver come “il ghetto a cielo aperto per tossicodipendenti”. È infatti notoriamente facile riscontrare al proprio interno situazioni di enorme degrado con tossicodipendenti da crack, metadone ed eroina strafatti sui marciapiedi lungo la pubblica via, o che si bucano nei vicoli per non attirare troppo l’attenzione dagli sguardi della polizia. La cosa che più mi sorprende è l’enorme facilità con cui si possa entrare nel ghetto. Di fatto essendo Downtown Eastside un ghetto uno si aspetta dei confini ben delimitati, magari come nei quartieri disagiati ed in mano alla malavita organizzata italiana. Giusto per fare un esempio, se anche si finisce accidentalmente mentre si passeggia per la città di Bari, Napoli, Palermo in un quartiere in mano alla criminalità organizzata le vedette mafiose ti ricordano che quello è il loro territorio e ti invitano ad andartene. Se ti va male oltre all’invito ti rapinano anche, qualora tu hai con te oggetti ritenuti di valore. L’aggressione fisica vera e propria è assai rara… Bene a Vancouver così non è, ed una volta entrati a Downtown Eastside vale la scritta scolpita nel territorio degli ignavi prima che Dante scortato da Virgilio entra all’Inferno: << Lasciate ogni speranza o voi che entrate >>. Infatti l’architettura urbana non presenta alcuna distinzione visibilmente significativa ed essendo il centro di Vancouver confinante con Downtown Eastside, basta attraversare una via, camminare un poco (magari in direzione della zona turistica del porto), per piombarci a capofitto. Una volta dentro il rischio come in tutte le grosse metropoli mondiali è quella di perdersi, e visto il contesto camminare circondati da persone sul marciapiede che hanno crisi d’astinenza simili in tutto e per tutto a crisi epilettiche non è proprio il massimo… soprattutto se si indossano vestiti firmati e si gira provvisti di beni di valore come una borsa contenente macchina fotografica professionale. Fortunatamente nel mio caso non mi è successo nulla né a me né alla mia famiglia e dopo qualche decina di metri a piedi siamo giunti ad un parcheggio, (dove per pura fortuna) abbiamo chiesto aiuto ad un automobilista in procinto di uscire dalla propria autovettura. Il caso ha voluto che costui parlasse perfettamente italiano e ci chiama un taxi che ci viene a prendere facendoci uscire dal ghetto vancouverita o vancouverese. Il taxista “Salvatore” ci dice nel suo inglese canadese che è facilissimo entrare nel ghetto confinante con le località turistiche del centro, e capita a molti turisti di ritrovarsi li dentro in quanto per chi non è autoctono della città e non conosce le strade non sa quale sono le vie di confine. Il ghetto per l’appunto è demarcato dalla strada “x e y” di cui non ricordo il nome che fanno le veci di “Terra di Nessuno” stile Prima Guerra Mondiale, dove oltrepassandola si finisce in “territorio ostile”.

Ci si può dunque domandare se il fatto che non ci è successo niente sia dipeso solamente dalla fortuna, oppure anche da altro? Una parte di fortuna a mio parere c’è stata senz’altro, ma da sola non è bastata. Downtown Eastside è di fatto un quartiere che non ha muri che lo separano dal resto della città e solo la consapevolezza tipica del vancouverese di muoversi dentro le vie del centro ne delimita i confini col ghetto dei senzatetto e dei tossici. Il vancouverita in tutto il suo buonismo sa bene che al suo interno è solito vedere giovani ragazze madre che cullano il figlio in un braccio e la siringa nell’altro. A tal proposito vorrei menzionare la rivista italiana di controcultura Dolce Vita, la quale ha condotto uno speciale reportage a Downtown Eastside.

Ecco cosa riporta dalla suo sito web https://www.dolcevitaonline.it/viaggio-nel-quartiere-dei-tossici-a-vancouver-un-esperimento-sociale-senza-uguali-al-mondo/ : “Grazie agli aiuti del governo molti tentano la via della disintossicazione, ma quasi nessuno sfugge all’orgasmo liquido, si può al massimo prendere una boccata d’aria, poi l’inferno al secondo respiro ti rientra nei polmoni.
Vedere uomini e donne rotolarsi per terra ricoperti da piaghe è uno spettacolo macabro, ma ancora di più lo è vedere degli adolescenti trascorre intere giornate al parco, a bucarsi, mentre il futuro scorre innanzi a loro sempre più scuro.

Durante le mie incursioni nel ghetto, oltre ad una certa dose di coraggio, mi portavo sempre dietro 5/6 pacchetti di sigarette, che offrivo a chi accettava di farsi fotografare. Grazie infatti al rispetto di cui si è parlato sopra, se domandavo con gentilezza al senzatetto del caso il permesso di scattargli una foto nove volte su dieci acconsentiva.”

Ecco dunque perché molto probabilmente non ci è capitato nulla. Il fatto che abbiamo tenuto un comportamento basso senza esibire od ostentare la nostra estraneità, evitando di scattare fotografie quasi come a volere in malo modo documentare il disagio socio-economico di quelle persone da mostrare come prede da safari al nostro ritorno in patria agli amici più cari, in una sorta di buonismo alla occidentale; senza neppure averci parlato o chiesto il permesso per una foto; beh ciò, il non farlo, c’ha senz’altro aiutato ad uscirne incolumi.

Tuttavia non è questo che voglio discutere in questo breve saggio. Ciò che mi preme invece è raccontare quello che è presente all’interno di Downtown Eastside e del quale ho accennato nelle precedenti righe e di cui mi sono ispirato per il mio modello d’esportazione e di impresa non- profit. Il lettore ricorda senz’altro il progetto canadese nato nel 1997 all’interno di Downtown Eastside per combattere la piaga anche giovanile dell’eroina. Ora il tutto ha un nome. Si chiama “InSite” ed è una struttura facente parte della Crosstown clinic di Vancouver centro di aiuto per tossicodipendenti. Funge come i Sert italiani. L’unica principale differenza è che lì i drogati portano la droga da casa e si fanno in totale tranquillità sotto la supervisione degli operatori socio-sanitari. Quest’ultimi non li aiutano a drogarsi ma supervisionano soltanto al limite suggerendo dove bucarsi qualora si ha a che fare con tossici talmente deperiti dalle sostanze stupefacenti da non riuscire neppure a trovarsi la vena. La supervisione consiste soprattutto nel fornire all’assistito le migliori condizioni igienico-sanitarie. Il vantaggio per il tossicomane è quello di avere un supporto sanitario in caso di overdose con paramedici pronti ad intervenire prontamente in caso di collasso cardiorespiratorio. La struttura non-profit fornisce per di più siringhe sterili in modo da prevenire infezioni da HIV, HBV e HCV. InSite però non si limita solo a ciò. Per chi ne sente il bisogno offre pasti caldi con cui ristorarsi, operatori quali assistenti sociali e psicologi che aiutano la persona a trovare il proprio spazio nel mondo, ne ascoltano i bisogni e la sua storia personale spesso accumunata dal “senza fissa dimora”. All’interno di InSite lavorano per cercare di aiutare gli assistiti nel modo più agevole possibile, portarli fuori dall’uscita dal tunnel della droga o dell’alcool, e magari riuscire a mutarli in modo alchemico in farfalle; trasmutandoli verso la loro luce interiore, che si esprime in una professionalità lavorativa tale da garantire un’esistenza dignitosa alla persona. Questa enorme dignità degli operatori sta nel non prevaricare psicologicamente l’assistito che entra all’interno di InSite aspettando che sia lui a chiedere il supporto e non imponendolo per l’utilizzo della struttura.

Ciò è molto interessante in quanto questo modo di agire ha molto a che fare sia con la sociologia che con la storia di InSite. Il lettore si starà domandando senz’altro dove sta l’analogia e dunque non lo voglio lasciare troppo sulle spine. Il centro InSite non è stato molto ben visto dall’inizio della sua fondazione. Innanzitutto questo centro ha trovato una forte contrarietà nei governi conservatori canadesi che considerano il tossicodipendente come un emarginato (di fatto lo è) ma anche da emarginare in quanto il buonismo borghese-capitalistico che ammanta la classe agiata vuole che i suoi rappresentanti non si sporchino troppo le mani con chi ha meno di loro (viene e vive nella strada). Se lo si fa è meglio con chi è oltreoceano, che vive in poveri paesi con capanne di fango e paglia non a poche centinaia di metri dal centro radical chic del giardino di casa propria. L’aiutarlo metterebbe in discussione la propria interiorità. Come posso io (si domanda il canadese della classe agiata) vivere come vivo nel lusso e a fianco a me, a poche centinaia di metri si fa la fame e non si ha abitazione e l’unica attività remunerativa è la siringa o il piantare una tenda in cui ripararsi dalle intemperie nei freddi inverni canadesi!? Questo può essere un forte problema di coscienza in una società soprattutto fortemente capital-consumistica dove il bene consumato si getta nell’immondizia agl’uomini dell’immondizia. E se si getta nell’immondizia (partendo dal mio assunto) non ci si può poi sporcare con e nell’immondizia perché vuol dire essere noi stessi immondizia (la doxa per citare Bourdieu non lo consentirebbe). Or dunque come sopperire a tutto ciò? Fortunatamente l’Africa è piena di bambini negretti col pancino gonfio ed il volto tumefatto dalle mosche in cui sfogare tutta la propria frustrazione umanitaria. Ecco il pensiero della classe conservatrice canadese direbbe Bourdieu che ben si reca dal sarto pronto a prendere le relative misure per il proprio habitus. L’insieme delle disposizioni tipiche del gruppo socio-famigliare l’habitus sommata alla riproduzione della cultura dominate la doxa fanno da padrona nella società consumistica senza bisogno di scomodare la Scuola di Francoforte.

Ma… c’è un ma in questa storia ed è che i governi cambiano. Il 4 novembre 2015 i liberal socialisti hanno vinto le elezioni canadesi ed il premier Justin Trodeau è diventato il 23 esimo Primo Ministro del Canada. Egli ha riaperto i contatti con le comunità indigene fortemente osteggiate e relegate in riserve dai precedenti governi, ha abbassato le tasse per le classi medie ma alzandole per quel l’1% della popolazione più ricca, la stessa che detiene il 98% della ricchezza mondiale. Un uomo del genere non poteva non sostenere InSite concedendogli per l’appunto un’esenzione di quattro anni dalle leggi sul possesso e uso di droghe, necessaria per far sì che infermieri e dipendenti del centro non possano essere denunciati, condizione legalmente legittima per chi fa uso ed assiste persone facenti uso di droghe pesanti. Il governo ha inoltre approvato la costruzione di un nuovo centro InSite a Vancouver. Trodeau ha infine legalizzato la Marijuana anche per uso ludico e ricreativo depenalizzandone il possesso e portando il monopolio della cannabis nelle mani statali. Ovviamente se si venisse trovati con decine di kg di erba varrebbe il sospetto del traffico di sostanze stupefacenti come in Italia varrebbe il medesimo principio in una qualsiasi dogana di frontiera al rientro in patria, qualora si venisse trovati in possesso di svariati kilogrammi di tabacco. Il dubbio del traffico illegale può tranquillamente attanagliare le menti della polizia di frontiera e un processo “a scopo cautelativo” non te lo toglie nessuno. L’imputazione? Traffico di tabacchi e violazione del monopolio statale. Tuttavia il Canada grazie a questo nuovo Primo Ministro ha avuto il merito grazie alla approvazione del Cannabis ACT la legge che legalizza la cannabis di far abbassare la soglia dei crimini dovuti alla droga e ridurre la popolazione carceraria per reati come il possesso di modiche quantitativi di marijuana concentrando la repressione sui veri mali e piaghe dell’abuso di overdose da sostanze stupefacenti come la facilità nella prescrizione di oppiacei medici, l’eroina, il crack e la cocaina. Il paese della Foglia d’acero deteneva l’illegalità della Marijuana dal 1923 e solo dal 2001 consentiva in modiche quantità le inflorescenze essiccate di cannabis per uso medico anche se strettamente limitante a certe patologie e solo dopo aver effettuato determinate terapie che si rilevavano inefficaci dopo lungo tempo. Francamente i conservatori canadesi si sono dovuti adattare a questo inedito Primo Ministro fautore di questa rivoluzione politica.

È grazie a questo spirito liberal-socialista e alle politiche di InSite che il cittadino bisognoso d’aiuto non viene giudicato per ciò che fa, e per come di conseguenza il giudizio sociale ricada sul malcapitato assistito ebbro del ripercuotersi fino al logoramento di sé stesso e dei propri comportamenti. In una società liberale, l’individuo può regolarsi la propria vita anche decidendo di distruggersela. Lo Stato dev’essere laico in questo e non possedere gli individui come persone; ma per dirla alla John Locke, “Lo Stato ha fatto un contratto per garantire la pace tra gli uomini, non per limitarne il loro potenziale seppur in taluni casi distruttivo in quanto autolesionistico”.  Sono l’amore dei cittadini e di poche associazioni rigorosamente private “(Locke non a caso considera l’istituzione Stato come un male ma necessario, ma rimane sempre un male)” che vogliono impedire questa autodistruzione non con un giudizio a priori ma bensì mostrando quanto si possa fare per il bene degl’altri continuando a vivere abbandonando l’oceano dell’alcolismo e della droga, fissando il faro che loro mostrano col proprio lavoro, nel buio della fredda notte canadese, traghettando le anime fino alle spiagge per godere insieme di una nuova alba. 

L’individuo che si rivolge a InSite è spinto a disintossicarsi qualora ne chieda l’aiuto, ma aspettato nei suoi tempi e sostenuto solo dopo una sua effettiva richiesta; ed i risultati si vedono. Dal 1997 anno di nascita a Vancouver di InSite c’erano stati migliaia di casi di overdose nel decennio precedente nonché di contrazioni di HIV ed epatite C. Il quotidiano on line Il Post riporta una dichiarazione di Thomas Kerr, che lavora in un centro locale di prevenzione dell’AIDS e ha co-pubblicato uno studio molto positivo su “InSite”, spiegando che all’epoca a Vancouver si era registrata «l’epidemia più esplosiva di HIV mai avvenuta al di fuori dell’Africa sub-sahariana». Da allora i dati sono in continuo miglioramento e la comunità medica locale ha fortemente apprezzato il lavoro di InSite.

Vengo ora per l’appunto alla parte sociologica. Sto dicendo che la comunità medica locale ha enormemente apprezzato il lavoro di InSite altresì per la significativa diminuzione di interventi delle ambulanze per i soccorsi da overdose in tutto il quartiere di Downtown Eastside. Quindi il lettore si potrà chiedere ma cosa spinge ad un cambiamento mentale così radicale? Eppure ora la classe medica canadese approva appieno il lavoro socio-sanitario-assistenziale nel quartiere mentre con i precedenti governi il tutto non avveniva. Il lettore concorderà senz’altro che ciò è dipeso dal fatto di un cambio di governo al vertice (sostituzione del Primo Ministro). Dunque basta solamente cambiare il vertice della piramide affinché tutto cambi? In parte mi sento di dire di sì, in parte di no. La questione è un po’ più complessa di come appare. Provo a prendere in prestito un noto sociologo per elucubrare questo ragionamento. Il sociologo in questione è Pierre Bourdieu. Egli non è stato solo un sociologo ma anche un apprezzabilissimo antropologo nonché filosofo francese. Bourdieu parlerebbe in questa situazione di violenza simbolica. Bene, abbiamo avuto per anni governi conservatori in Canada ed ora uno liberale. Quando c’erano quelli conservatori, nessuno si ribellava o per lo meno (diciamo che a farlo erano in pochissimi, dunque la maggioranza della popolazione non lo faceva). Quindi per l’appunto nessuno si ribellava. Quando c’è, come ora quello liberale, nessuno si ribella anche per semplice opinione contraddittoria al social-liberalismo; o di critica a priori verso chi ricopre un ruolo istituzionale ed ha su di sé la corona del potere (quindi l’oppositore che dovrebbe aspettare il momento opportuno per pugnalarlo sostituendosi egli stesso al suo potere). Quindi per l’appunto nessuno si ribella. Perché avviene tutto ciò? Bourdieu ce lo dice e ci da anche un nome: “la violenza simbolica” per l’appunto. Nessuno si ribella in quanto il potere governativo precostituito impone il modello di pensiero dominante e dei suoi relativi ruoli sociali. Il governo impone la visione del mondo politically correct al cittadino-suddito e gli dice cosa fare, cosa pensare e come farla. Il potere dominante grazie al ruolo predominante dei Mass Media esprime il ciò. Mi viene in mente la teoria del proiettile magico, basata sul meccanismo istintivo stimolo-risposta (S-R) che impone al popolo determinate categorie cognitive. È il dominante che impone la sua visione del mondo al dominato. In una sorta di visione pavloviana dove la ciotola del cibo è lo stimolo per sollecitare nel cane-massa determinati rilasci esocrini di fluidi corporei e relativi ormoni. Cosa significa tutto ciò si chiede allora il lettore? Beh cosa significa ritengo di averlo spiegato ma; la vera domanda da porre è per quale motivo le masse sono così ottuse da farsi dominare dal potere precostituito? I motivi che io ho trovato sono due. Il primo motivo è che il potere della classe dominante, il loro vero potere sta nella voluta ignoranza ed ottusità delle masse e come già detto prima questo accade perché la massa vuole che il padre-sacerdote-autorità, gli dica cosa fare e cosa pensare, non si vuole ribellare perché ammettere la propria condizione sociale metterebbe in crisi la propria identità. In tutto questo fa la sua comparsa un altro concetto questa volta non di sociologia ma di psicologia; ed è il secondo motivo. Precisamente si tratta di psicologia analitica e mi riferisco al medico psichiatra e psicoanalista, filosofo ed antropologo svizzero Carl Gustav Jung. Egli parla di inconscio collettivo. Il lettore si chiede che cos’è questo inconscio collettivo? Jung inizialmente lo definisce inconscio collettivo ma poi lo chiamerà psiche oggettiva. Essa rappresenta una sorta di archetipo della grande “Madre Terra” che tramite condizionamenti di valore socio-culturali porta gli individui e dunque la massa a detenere determinati comportamenti omologati. Questo avviene in quanto l’archetipo utilizza forme-pensiero e misticismo del sacro che inducono una alterazione alla psyché (l’anima) che porta; (per usare un termine tecnico della antropologia delle religioni) alla transustanziazione e dunque “dal latino trans-substantiatio che significa conversione” alla conversione del genere uomo.

Descrizione del progetto

Dopo un’introduzione che credo sia esaustiva nei confronti del lettore, passo ora a descrivere brevemente il mio progetto. Come già detto esso si colloca in un contesto d’esportazione di un esempio di impresa non-profit. Questo modello è per l’appunto l’esportazione del modello InSite della città vancouverese. Ovviamente ho apportato alcune modifiche per cercare di non copiare pienamente il loro modello; differenziandolo e adattandolo meglio ad un contesto europeista. Per prima cosa ho dato un nome alla mia impresa non-profit che si chiama Aid Syringe. L’epistemologia del nome l’ho preso dal verbo inglese to aid che significa aiutare/assistere e dal nome inglese syringe facilmente traducibile in italiano con siringa. Aid Syringe mira ad assistere persone tossicodipendenti principalmente da sostanze stupefacenti assimilabili per via endovenosa. In ragione di ciò il lavoro della mia impresa mira a fornire la fornitura di siringhe in un adeguato contesto igienico-sanitario tale da impedire al tossicodipendente di contrarre malattie per via parenterale inapparente (scambio aghi infetti), parenterale (emotrasfusioni), via sessuale, ed infine per via enterica (rapporti sessuali anali). Oltre a ciò all’interno di Aid Syringe vengono offerti pasti caldi per gli assistiti qualora costoro ne sentissero il bisogno. In virtù di ciò, l’impresa detiene una mensa con relativi operatori. Infine un team di psicologi offre supporto psicologico agl’assistiti; sempre secondo il modello di InSite dove è l’ospite della struttura a richiederne l’intervento. La coercizione o il ricatto morale non sono minimamente presenti, e su questo punto in particolare tengo a sottolinearlo. Questo ritengo sia un surplus come utilizzo di una simile politica socio-assistenziale, in quanto rende e lascia all’assistito il tempo necessario di adattamento al personale della struttura e di conseguenza una maggiore facilità nei rapporti intrapersonali. Lo scopo è cercare di condurre l’utente verso un’indipendenza dal bisogno della sostanza stupefacente. In seguito si cerca di indirizzarlo in virtù delle sue competenze ed ambizioni verso un’autonomia lavorativa-professionale.

Esistono poi alcune differenziazioni dal progetto originale di InSite. Infatti come già detto per diversificare non ho copiato il progetto in ugual modo. Difatti io mi sono pensato un’impresa senza paramedici che assistono in conseguenza di una fatale overdose. Nella mia realtà europeista gli assistiti di Aid Syringe sono solamente un centinaio all’anno, una media di circa 3 al giorno e; francamente con un numero simile, non voglio creare un quantitativo spropositato di overdosi. Qualora ce ne siano sono assai convinto che gli operatori preposti sanno ampiamente gestire l’emergenza facendo arrivare l’ambulanza nel giro di pochi minuti. Una realtà sfortunatamente non possibile in un contesto cittadino da più di mezzo milione di abitanti come Vancouver.

Per rendere il progetto più credibile ho ipotizzato dei finanziatori quanto più veritieri possibili e tracciato due grafici. Il primo mostra il bilancio annuale del 2018. Il secondo invece mostra la relazione finanziaria annuale. Si parte dall’anno di nascita di Aid Syringe il 2012 dove, con una spesa d’esercizio di budget iniziale di 118.500 € e un notevole risparmio nelle spese d’esercizio si ha avuto il primo anno un utile di esercizio di ben 130,00 €. Si è passati dopo 5 anni dalla nascita dell’impresa ad una tendenza di ricavi del 17% grazie alle ottime capacità manageriali di trovare sempre finanziatori; arrivando nel 2017 a ben 202.500 € con un trend d’utile d’esercizio del 4%.

Bibliografia

Libri

Alighieri Dante, 2001, La Commedia – a cura di Bianca Garavelli, Firenze, RCS Scuola, Edizioni Bompiani

Aguilar Sergi, 2015, Locke- La mente è una <<tabula rasa>>, Milano, Hachette Fascicoli s.r.l.

Avalle Ugo, Maranzana Michele, Sacchi Paola, 2000, Sociologia-Corso di scienze sociali, Bologna, Zanichelli editore S.p.A

Avalle Ugo, Maranzana Michele, Sacchi Paola, 2000, Psicologia-Corso di scienze sociali, Bologna, Zanichelli editore S.p.A

Ball-Rokeagh Sandra J., DeFleur Melvin L., 1995, Teoria delle Comunicazioni di Massa, Bologna, Società editrice il Mulino

Binazzi Andrea, Tucci Francesco S., 2001, Scienze Sociali-moduli di Sociologia; Psicologia; Psicologia Sociale; Antropologia Culturale; Etologia; Demografia; Statistica, Firenze, G. B. Palumbo & C. Editore S.p.A.

Divino Federico, 2018, Periodico Mensile numero 12agostoHera Magazine-Dossier-I Misteri di Carl Jung. Il rapporto tra psicologia analitica e nazismo esoterico, Roma, X Publishing srl

Dyck Darryl, 2011, The Canadian Press-Ripreso dal Post.it-La clinica InSite resterà aperta. La Corte Suprema del Canada ha annullato la decisione del governo di chiudere l’unica struttura in cui si fa uso di droga sotto supervisione medica, Italia, Il Post.it https://www.ilpost.it/2011/10/01/la-clinica-insite-restera-aperta/

Dyck Darryl, 2016, The Canadian PressRipreso dal Post.it-A Vancouver c’è un centro per i tossicodipendenti diverso dagli altri. Permettere di assumere droghe, fornisce materiale sterilizzato e non incoraggia a smettere: è molto criticato ma i dati dicono che funziona, Italia, Il Post.it https://www.ilpost.it/2016/03/30/insite-centro-tossicodipendenti-vancouver/

Government of Canada-Gouvernement du Canada, Date modified: 2019-07-26, Justice Laws Website-Cannabis Act (S.C. 2018, c. 16), Canada

https://laws-lois.justice.gc.ca/eng/acts/c-24.5/

Roussakis Chris, 2018, AFPRipreso dal Post.itDa oggi la Marijuana è legale in Canada. Si può acquistare nei negozi, tassata dal governo, e far crescere in casa: sarà un esperimento utile per verificare gli effetti reali della legalizzazione, Italia, Il Post.it

https://www.ilpost.it/2018/10/17/marijuana-legale-canada/

Vico Giacomo, 2017, DolceVita online.itViaggio nel quartiere degli eroinomani a Vancouver, un esperimento sociale senza uguali al mondo, Italia, DolceVita online.it

https://www.dolcevitaonline.it/viaggio-nel-quartiere-dei-tossici-a-vancouver-un-esperimento-sociale-senza-uguali-al-mondo/

Audiovisivi

Ihavehopevideos, 2013, What is InSite? – Safe Injection Site in Downtown Eastside Vancouver, Edited by Erin Milne https://www.youtube.com/watch?v=RjzWkQz_Z5c

NFB, 2017, Inside InSite, the Vancouver Digital Studio https://www.youtube.com/watch?v=7gIyBMt2BEk

Forlì, eternit vicino alla scuola elementare. Va rimosso

Forlì, 27 maggio 2018 – Nel palazzo ‘Montefeltro’ di via Maurizio Bufalini 34 il tetto è in amianto ed è stato pure danneggiato. Lo ha segnalato un gruppo di giovani, che ha costituito l’‘Ufficio speciale antiamianto Forum Livii’, di cui Jacopo Conficconi è il referente territoriale e portavoce. Si tratta, in sostanza, di cacciatori di amianto (altri casi possono essere segnalati all’indirizzo [email protected]).

Il palazzo di via Bufalini sorge in un’area potenzialmente ad alto rischio per la salute dei cittadini: tra i musei San Domenico e la scuola elementare Diego Fabbri. Ciò che sta a cuore al gruppo è soprattutto la salute degli alunni. «Il tetto in eternit del palazzo è stato danneggiato – sostiene Conficconi –: le fibre di amianto potrebbero essere cadute anche nel cortile della scuola». Anche perché il 10 agosto 2017 una bufera di pioggia e vento ha danneggiato diversi edifici.

L’amministratore del condominio, sollecitato dal Comune, ha ammesso la presenza di eternit e ha fissato a giugno i lavori per lo smantellamento. «Chiederemo alla procura di vagliare la presenza di reati perseguibili d’ufficio che diano avvio a un’azione legale, verificando in tal modo di attivare un’azione penale per verificare l’eventuale responsabilità sia del sindaco Drei sia dell’amministratore condominiale». Un primo esposto era stato archiviato, ora ci riprovano alla luce dei nuovi fatti emersi.

«E ci sono già altri edifici contaminati. E sono situati in luoghi pubblici dove per legge l’amianto dev’essere stato smaltito già dal 1992: siamo nel 2018».

Fonte: Articolo de “Il Resto del Carlino”